Attenzione
Le camelie per salvare il convento
Nicosia, uno striscione lungo il perimetro della struttura che va strappata al degrado
CALCI. Migliaia di persone sono accorse al convento di Nicosia e hanno invaso le strade calcesane, nell'assolata giornata di domenica 10 aprile. La decima edizione di “Le camelie del chiostro” ha registrato numeri record. Ben 1.200 le persone iscritte all' “abbraccio” umano lungo il perimetro del convento: un'iniziativa, inclusa nel calendario per il 650° compleanno della Certosa, che ha l'obiettivo di focalizzare l'attenzione sulle precarie condizioni del complesso monumentale. Edificato tra il 1259 e il 1264 da Ugo da Fagiano, vescovo di Nicosia a Cipro, il convento ospitò i frati agostiniani. Dopo anni di splendore alternati a periodi di miseria, gli ultimi ad abitarlo furono i frati francescani che lo abbandonarono circa mezzo secolo fa. Da allora il complesso versa in stato di degrado. Decine le camelie recise del territorio, esposte per l'occasione nella chiesa di Sant'Agostino: suggestivo il contrasto cromatico tra le decorazioni marmoree, le pareti e i colori accesi dei fiori. Gli stabili adiacenti al cortile interno ospitavano esposizioni fotografiche, di piante e prodotti alimentari. Un cancello impediva l'ingresso all'antico chiostro, chiuso da un paio di anni per problemi di sicurezza e al cui interno sono custodite due secolari camelie. Grande la soddisfazione dell'associazione promotrice, “Nicosia nostra”, nata nel 2004 per tutelare e valorizzare lo storico convento.
«C'era un mare di gente, è stato bellissimo. Siamo stanchi ma molto soddisfatti. Grazie a tutti i visitatori e a chi ci ha aiutato ad organizzare l'evento. I vigili hanno calcolato che domenica su Calci hanno gravitato circa 6.000 persone, è stato un successo – commentano entusiasti i volontari –. Il nostro scopo non è organizzare feste a Nicosia, ma richiamare l'attenzione sui problemi della struttura. Speriamo che si smuova qualcosa, siamo fiduciosi». Entusiasta anche il sindaco Massimiliano Ghimenti: «Un evento ben riuscito per chiedere di salvare Nicosia, ognuno è pronto a fare la propria parte – afferma il primo cittadino –. La macchina organizzativa si è mossa benissimo, senza intoppi; per questo ringrazio tutte le forze in campo, compresi i tanti volontari». La giornata è iniziata e terminata alla Certosa (col concerto della Filarmonica Giuseppe Verdi), per sottolineare la vicinanza strategica tra i due complessi monumentali. «Non è un caso che nel dossier che consegnammo a Dario Franceschini nel marzo 2015 c'erano entrambi i monumenti, nella speranza di restaurare entrambi. Siamo convinti che un recupero di Nicosia possa avvenire solo in sinergia con la Certosa, con la collaborazione di enti privati o di livello sovracomunale – conclude Ghimenti –. Nicosia potrebbe diventare la foresteria della Certosa: un luogo ricettivo, con spazi destinati anche ai convegni». Secondo le ultime stime, recuperare il convento di Nicosia costerebbe tra i 15 e i 20 milioni di euro: lavori che necessiterebbero di fondi europei o di un investimento privato.
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