Attenzione
Corteo e blocco stradale per gli alloggi popolari
PISA. Dalla piazza alla strada. A Sant’Ermete divampa la protesta dei residenti. Ieri, una quarantina di abitanti delle case popolari ha sfilato in corteo per contestare la «sparizione dei dieci...
PISA. Dalla piazza alla strada. A Sant’Ermete divampa la protesta dei residenti. Ieri, una quarantina di abitanti delle case popolari ha sfilato in corteo per contestare la «sparizione dei dieci milioni di fondi regionali» necessari a completare il progetto di abbattimento e ricostruzione dei vecchi palazzi di edilizia residenziale pubblica e la riqualificazione del quartiere. L’appuntamento è scattato al presidio permanente che, con tende, tavoli e gazebo, è stato allestito la scorsa settimana a seguito dell’incontro tra alcuni rappresentanti del Comitato di Sant’Ermete ed i responsabili dell’Apes, durante il quale «sono emerse le difficoltà a portare avanti il progetto di ricostruzione» delle case di via Emilia, invasa e bloccata ieri dai manifestanti.
Al grido di “Case subito” hanno sfilato in corteo per le strade del quartiere, tappezzato di striscioni di protesta, in occasione dell’annunciato sopralluogo che la seconda commissione consiliare avrebbe dovuto effettuare insieme all’assessore alle politiche abitative Ylenia Zambito, rinviato a causa della “riforma” approvata dal consiglio comunale delle commissioni consiliari, per le quali si attendono le nomine di presidenti e vicepresidenti. «La “sparizione” dei dieci milioni di euro è solo l’ultima grande beffa per gli abitanti del quartiere - accusano Comitato e manifestanti -. Non solo Sant’Ermete dovrà subire ritardi nel cantiere, degrado e condizioni di vita inaccettabili nelle vecchie case, ma ora ci dicono che per i lavori di ricostruzione non ci sono più i soldi». Oltre alla protesta, l’assemblea degli abitanti che si è tenuta la scorsa settimana ha deciso di presentare un esposto collettivo per «denunciare le condizioni di pericolo e invivibilità degli alloggi» e di «rompere» il contratto che lega gli inquilini delle vecchie case popolari all’Apes, intensificando il processo di autoriduzione del canone sociale iniziato qualche mese fa e chiedendo al Comune «l’esonero dall’affitto per tutti gli inquilini degli alloggi fatiscenti».
Dopo un temporaneo blocco di via Emilia, i manifestanti hanno virato sul cavalcavia di Sant’Ermete, dove sono rimasti a lungo distribuendo volantini e rivendicando un incontro urgente con l’assessore alle politiche abitative. «Quella contro il taglio di 10 milioni di euro alle case popolari - concludono i manifestanti - è la stessa battaglia di tutti quei cittadini che lottano contro le politiche di tagli, di austerità e di sacrifici imposti ai quartieri popolari». (d.r.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google