Il Tirreno

Pisa

Una svastica e scritte in arabo sulla facciata della Scuola Normale

di Danilo Renzullo
Una svastica e scritte in arabo sulla facciata della Scuola Normale

Il vandalismo tra le 23,30 e le 24 di giovedì. Gli autori ripresi dalle telecamere. Beltram: «Ormai il centro è uno scempio»

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PISA. La facciata della Normale trasformata in una bacheca per dare sfogo all’impulso poco artistico di uno o più improvvisati writer. Una svastica rovesciata e due scritte in un arabo approssimativo realizzate con spray blu: i vandali non risparmiano neppure lo storico palazzo della Carovana, l’immobile di piazza dei Cavalieri che ospita la sede della Scuola Superiore Normale. Giovedì scorso, tra le 23.30 e le 24, ignoti hanno imbrattato la facciata della Scuola con scritte in arabo, incitanti un cantante marocchino, e una svastica rovesciata, usando una bomboletta spray di colore blu, rinvenuta ieri mattina sul posto da polizia e carabinieri che indagano sull’accaduto.

Nonostante le iniziali difficoltà a tradurre le scritte, la Digos ha escluso la matrice politica (la svastica rovesciata potrebbe avere significati diversi, anche religiosi) o riferimenti al terrorismo, anche se inizialmente era stata vagliata anche quest’ultima ipotesi in quanto parte delle due scritte corrisponde ad una regione del Marocco. Il timore era che potesse essere la base di una cellula terroristica. Una eventualità smentita agli inquirenti anche dagli uffici centrali dell’intelligence. Le due frasi fanno riferimento ad un cantante marocchino, Hicham Fkih Ben Salah (erroneamente scritto con la c invece della k), e non è escluso che l’azione fosse collegata ai colloqui organizzati da X-Factor, il più famoso talent show musicale, che si sono svolti ieri mattina a pochi metri di distanza da quello che è l’ennesimo sfregio ai beni storici di piazza dei Cavalieri. Le scritte sono state realizzate sulla parte sottostante delle delicate ed estremamente fragili decorazioni a graffito realizzate da Tommaso Battista del Verrocchio e Alessandro Forzori su disegno del Vasari che ornano la facciata del palazzo.

Gli investigatori hanno accertato che le telecamere di videosorveglianza urbana che si trovano nella piazza erano orientate proprio su quella zona: intorno alla mezzanotte le telecamere avrebbero ripreso tre persone intente a scrivere sul muro ed è possibile che si possa riuscire ad individuarle abbastanza velocemente. In mattinata le scritte sono state coperte con un telo verde e nel pomeriggio sono già iniziate le operazioni di ripulitura. Indignato, ma non sorpreso, Fabio Beltram, direttore della Normale, che ieri mattina ha eseguito un sopralluogo all’esterno dell’edificio progettato dal Vasari nella seconda metà del Cinquecento. «Non è una novità – sottolinea Beltram –: non esiste un palazzo della Scuola (l’adiacente Palazzo del Capitano, che ospita parte della biblioteca della Normale, da tempo rappresenta una lavagna per pseudo-writer, ndr), né un immobile del centro cittadino, che non sia coperto da scritte, in tutte le lingue, e nessuno fa niente per evitare questo scempio. È questo il vero scandalo, non la scritta in arabo, incivile come tutte le altre. Ogni settimana – prosegue il direttore della Scuola – siamo costretti a ritinteggiare qualche muro: queste fanno più rabbia perché deturpano la facciata della storica sede, dove ogni giorno troviamo però tracce di vomito e i vetri di decine di bottiglie andate in frantumi». Indignazione viene espressa anche dal Comitato di Santa Maria, che ribadisce la necessità di installare in tutta la piazza un sistema di videosorveglianza e di prevedere un presidio fisso delle forze dell’ordine. «Vergogna per chi lo ha fatto, ma dobbiamo chiederci cosa si è fatto per evitarlo», accusa Giovanni Garzella, capogruppo di Forza Italia, che ha presentato un’interrogazione al sindaco «per sapere quali azioni l'amministrazione ha messo in essere con la questura e il prefetto per organizzare una sorveglianza dei beni storici della città».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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