Attenzione
Truffa, medico a giudizio per consulenze non autorizzate
I legali: "Non si tratta in alcun modo di visite private di pazienti, ma di partecipazioni a convegni, congressi ed altre attività scientifiche"
PISA. L'apertura non autorizzata di una partita Iva per collaborazioni e consulenze è al centro della contestazione mossa al professor Pierluigi Paggiaro nel rinvio a giudizio con l'accusa di truffa aggravata ai danni dello Stato. Lo chiariscono gli avvocati Licia Amato e Michele Della Bella, legali del pneumologo di Cisanello nei confronti del quale la Procura non procede con l'accusa di aver intascato i soldi delle visite dei pazienti visitati in intramoenia. Un comportamento che avrebbe fatto scattare un'altra fattispecie di reato, più grave, quella del peculato.
«La condotta del professor Paggiaro - spiegano gli avvocati che assistono il professionista nel procedimento penale - non può essere assimilata e deve essere nettamente distinta da quella di altri "professionisti di grido che fanno visite in intramoenia - in forma privata nelle strutture pubbliche di Cisanello - ma senza corrispondere, così come prevede la normativa, una parte del ricavato all'azienda". L'imputazione indica quale attività privata svolta dal professor Paggiaro quella di "consulenze e/o prestazioni professionali rese a soggetti giuridici ed a privati anche in qualità di Ctp senza la prevista autorizzazione". Peraltro - concludono i due legali - dalle fatture indicate ed allegate in atti si evince chiaramente come non si tratti in alcun modo di visite mediche effettuate privatamente nei confronti di pazienti, ma di convegni, congressi ed altre attività scientifiche alle quali il professore ha partecipato in qualità di esperto in materia».
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