Sicurezza
S. Ermete, nuovo blitz nella sede dell’Apes
L’amministratore Bani: «Inaccettabile, aggrediti e offesi verbalmente» Dura presa di posizione del sindaco: ho chiesto al prefetto una ferma tutela
PISA. «Ora basta! Ancora una manifestazione nella sede di Apes con modi incivili e aggressioni verbali e insulti a me e al personale da parte del cosiddetto “comitato Sant'Ermete”». Lorenzo Bani, amministratore unico dell’azienda partecipata che gestisce le case popolari, sbotta così, dopo la manifestazione di protesta, nei confronti dell’agenzia pisana, avvenuta ieri. «Fino a oggi ho incontrato gli esponenti del comitato cercando di mediare la mia posizione tra coloro che abitano in un quartiere in situazioni di degrado e hanno veramente bisogno di aiuto e altri che strumentalizzano questi bisogni - prosegue Bani - Questi hanno occupato un locale nel quartiere di Sant' Ermete e poi uno nel quartiere di Gagno di proprietà comunale affidato con bando già ad alcune associazioni. Si pensava che tali locali fossero destinati ad aggregazione sociale, invece sono un centro di proselitismo politico e disinformazione. L'ultima volta che li ho incontrati una settimana fa in un clima democratico, ho risposto a tutte le loro domande. Ho dato loro appuntamento per il 16 maggio in modo da dargli risposte concrete ed esaudienti e mi hanno risposto con un articolo contro di me sui giornali ed una occupazione della sede guidata dai capi del comitato che all'incontro non si erano degnati di partecipare». Ieri la replica della protesta del comitato di Sant’Ermete che mercoledì aveva fatto un’assemblea pubblica e che è in presidio permanente 24 ore su 24.
Bani sottolinea le risposte che ha dato ai cittadini. «I 10 milioni che la Regione aveva assicurato nell'ambito delle risorse vincolate dell'esercizio 2014 sono state assorbite dal bilancio armonizzato della Regione Toscana con l'impegno di trovare tali risorse entro giugno, data in cui le demolizioni dei 4 fabbricati sarà completata. Tali risorse non sono state rubate da nessuno - spiega l’amministratore di Apes -. Non è possibile accettare l'autoriduzione o l'esonero del canone da parte degli abitanti del quartiere: è contrario alle leggi e attiveremo le procedure necessarie previste per chi colpevolmente non paga il canone».
Bani racconta anche quel che è accaduto nella sede Apes. «Ancora una volta , come l'anno scorso, sono entrati nella sede, hanno aggredito verbalmente tutti quelli che provavano a dialogare con loro per trovare soluzioni ai problemi e dare risposte. Hanno ripreso con telecamere e telefonini l'aspra discussione solo per mettere all'indice e individuare "il nemico del popolo". Speriamo che le persone più responsabili che stanno a Sant'Ermete, facciano capire agli agitatori del popolo che le questioni si affrontano in modo responsabile e democratico».
Pronta anche la reazione del sindaco Marco Filippeschi. «Chi dirige l'Apes e i dipendenti dell'azienda sono stati oggetto di un'irruzione da parte di un gruppo di persone violente, che disprezzano le regole fondamentali e il lavoro degli altri - scrive il primo cittadino -. Esprimo la mia solidarietà e la vicinanza del Comune alle persone colpite da questa inaccettabile azione di intimidazione. Dovrà essere l'autorità giudiziaria a valutare i reati che si sono commessi e ad individuare e sanzionare i responsabili. Questa pratica violenta deve finire. Ho chiesto udienza al prefetto per esporre la nostra preoccupazione e la richiesta più ferma della tutela di chi opera per rispondere al bisogno abitativo e a programmare e gestire gli interventi di edilizia sociale».
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