Sicurezza
Molotov contro la sede della Lega bombarolo anarchico a processo
PISA. Poco dopo l’arresto, il primo settembre scorso, non si nascose. In caserma, ai carabinieri che l’avevano intercettato in Corso Italia un po’ sperso e con addosso una maglia con il simbolo di...
PISA. Poco dopo l’arresto, il primo settembre scorso, non si nascose. In caserma, ai carabinieri che l’avevano intercettato in Corso Italia un po’ sperso e con addosso una maglia con il simbolo di Superman e lo zaino con cui si era portato la sua bomba incendiaria, ripeté per tutta la notte che lui continuava a sentirsi un anarchico. «Ho anche provato ad iscrivermi alla Fai», disse e non si capì se intendesse la Federazione anarchica insurrezionalista (illegale) o quella italiana.
Un dettaglio ma per F.R., il 37enne piemontese che gettò una molotov contro l’ingresso della (ex) sede della Lega - un palazzo in pieno centro a Pisa - potrebbe essere decisivo, almeno per sperare in uno sconto di pena. Si sa che il giudice non ha ravvisato nel suo gesto l’aggravante del terrorismo. L’accusa con cui ieri è comparso di fronte al giudice Pietro Murano è porto e detenzioni di armi da guerra e danneggiamento aggravato. L’udienza è stata rinviata al 30 maggio per l’assenza di un consulente. Ex insegnante a Bra, ufficialmente ancora residente a Fossano (Cuneo), di fatto senza fissa dimora, l’uomo lanciò il suo ordigno contro il civico 8 di via Pascoli, poco dopo le 20. Se l’era portato da Torre del Lago, dove si era trasferito da alcuni mesi adattando la sua vita un po’ accidentata e psicologicamente tumultuosa, segnata anche da un trattamento sanitario obbligatorio e da inspiegabili fughe da casa, in un garage di un’amica. I carabinieri ci trovarono dei libri sull’anarchia.
Da ragazzo, nel 1997, aveva scritto articoli su “A”, rivista di area: parlava di non violenza e citava De André. Ma fin da subito non sembrava poter calzare su quell’uomo il profilo dell’antagonismo duro e puro. Matteo Salvini, su Twitter, saltò sulla notizia alla sua maniera. «Spero che il bombarolo marcisca qualche anno in galera», scrisse. Per ora resta in carcere al Don Bosco. Da codice, rischia fino a 10 anni di reclusione.
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