Sicurezza
Diventano effettivi i “Daspo di piazza”
PISA. Dopo gli avvisi, arrivano le convalide. Sono diventati effettivi due degli otto avvisi di emanazione dei cosiddetti “Daspo di piazza” notificati dalla questura di Pisa ad altrettanti...
PISA. Dopo gli avvisi, arrivano le convalide. Sono diventati effettivi due degli otto avvisi di emanazione dei cosiddetti “Daspo di piazza” notificati dalla questura di Pisa ad altrettanti manifestanti che lo scorso 14 novembre hanno partecipato al corteo contro il presidio della Lega Nord (intervallato da violenti scontri con le forze dell’ordine e “punito” con sei Daspo) e la sera precedente alla manifestazione per il diritto all’abitare, conclusa con l’occupazione e il successivo sgombero dell’ingresso di Palazzo Gambacorti. I primi divieti di accesso ai luoghi dove si svolgono manifestazioni sportive sono stati convalidati martedì e mercoledì scorso. A renderlo noto è il “Comitato no daspo di piazza”, nato all’indomani dell’emanazione, avvenuta lo scorso gennaio, degli avvisi di notifica dei provvedimenti, per cercare di opporsi alle convalide ed iniziare un percorso di opposizione a livello nazionale contro l’applicazione delle modifiche previste dalla legge 146 del 17 ottobre 2014 che prevedono l’estensione del Daspo anche per episodi che niente hanno a che vedere con lo sport, promuovendo una raccolta firme, iniziative pubbliche e una raccolta fondi per sostenere le spese legali dei diffidati. «L'accanimento della questura pisana nei confronti degli otto “daspati” non conosce limite – accusa il Comitato –: la convalida dei due Daspo arriva proprio allo scadere dei novanta giorni, termine legale per la notifica delle ingiunzioni. Sembra che la questura si diverta a prendersi gioco di chi scende in piazza, accusando i manifestanti di commettere il reato di istigazione a delinquere e di sostenere comportamenti antisociali». I due manifestanti raggiunti dal divieto di accesso alle manifestazioni sportive, non potranno fare ingresso in nessun stadio italiano, né straniero, per due anni. Inoltre non potranno percorrere strade limitrofe ai campi di calcio, né frequentare stazioni ferroviarie, nei giorni in cui si disputano le partite. «La lotta a questa assurda legge necessita di amplificarsi: se i governi e le questure locali credono di intimidire chi protesta, chi sciopera e chi resiste per non essere buttato fuori di casa, negando la libertà personale, si sbagliano – conclude il Comitato no daspo di piazza –. Non saranno le denunce o le diffide a far placare chi lotta e chi si ribella».
Danilo Renzullo
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