Il Tirreno

Pisa

«Si va verso un processo infondato»

«Si va verso un processo infondato»

La difesa dell’anestesista Corini ribadisce la necessità di interpretare le intercettazioni che l’accusano di aver ucciso il fratello

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PISA. L’avvocato Anna Francini, legale insieme con il professor Tullio Padovani di Marzia Corini, il medico anestesista ai domicilairi con l’accusa dell’omicidio del fratello, l’avvocato Marco Valerio Corini, non ha dubbi: non si va verso un processo indiziario, ma infondato.

Proprio Marzia, la scorsa settimana, si è difesa in modo fermo, provando a dare la sua interpretazione alla telefonata “chiave”, quella tra lei e l’amica Susanna Cacciatori.

In quella conversazione Marzia aveva pronunciato parole pesanti, per l’accusa con il valore di una confessione: «Ma tu l’hai capito che se io non avessi sedato Marco in quel giorno lui non sarebbe morto? Perché lui è morto quando io l’ho sedato».

E ancora: «Quando una settimana prima ho chiesto a Marco, devi dirmi tu quando non è più tollerabile la tua vita, lui mi ha detto “No ma io ho ancora piacere nel vedervi“, in realtà ho deciso io per lui quando non era più tollerabile».

Una telefonata importante nel corso delle indagini che hanno portato all’arresto di Marzia Corini che dal12 febbraio si trova ai domiciliari.

Per l’accusa l’avvocato è stato ucciso con una dose letale di sedativi, quei farmaci per cui è stato iscritto al registro degli indagati l’infermiere, amico di Marzia, Fabio Giannelli. Una mossa diabolica, secondo la Procura, per impedire che il testamento favorisse la fidanzata straniera a scapito della sorella.

Il 25 settembre scorso era stato lui - secondo quanto riferito dalla fidanzata dell’avvocato, Isabò Barrack agli inquirenti - a portare le fiale per la flebo letale nella villa di Ameglia. E solo dopo il suo arrivo era cominciata la sedazione.

Le frasi che per l’accusa significano una sostanziale ammissione di colpevolezza, per la difesa hanno bisogno di una interpretazione più ampia e con tutti i riferimenti del caso.

E, soprattutto certe frasi, secondo i legali pisani Francini e Padovani devono essere contestualizzate e nascono da una condizione personale particolare che Marzia Corini ha provato a spiegare durante l'interrogatorio, dove sono state definite tutte le questioni relative alle contestazioni.

L’anestesista che ha lavorato per anni a Cisanello, nel reparto di rianimazione, prima di dedicarsi a tempo pieno al volontariato, si trova ancora agli arresti domiciliari, e resta molto provata.

«Stava provando a superare il dolore per la morte del fratello quando è scoppiato tutto quanto»: dicono alcuni amici vicini alla dottoressa che, anche se colpita nel profondo, ha comunque affrontato con coraggio quello che, ai fini delle indagini, avrebbe dovuto essere l'ultimo interrogatorio.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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