Il Tirreno

Pisa

Rivoluzione alla Normale, votano tutti gli studenti

Gli elettori del direttore passano dagli attuali 55 (di cui 42 erano professori) a oltre seicento. Cambiate le regole: a giugno vanno alle urne anche i ragazzi

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PISA. Dal "conclave" alle urne elettroniche. La Scuola Normale, alla chetichella, ha fatto la sua rivoluzione, una rivoluzione elettorale che darà i suoi frutti già a giugno con l'elezione del nuovo direttore. E' stato approvato il nuovo regolamento elettivo della Normale e la grande novità rivoluzionaria è che voteranno anche oltre 600 studenti. Prima, col vecchio regolamento, tra docenti, tecnici amministrativi e studenti votavano in 52-55, di questi 42 erano professori. Si passa dunque da una votazione che avveniva in una stanza ad un sistema elettorale più strutturato e più formalizzato. «È una grande novità che richiede da qui a gugno un notevole impegno organizzativo», dice il prof. Vincenzo Barone che allo stato dell'arte, è l'unico candidato "ufficioso" alla carica di direttore e che ha partecipato alla stesura di questo nuovo regolamento. La Scuola Normale si avvicina alla "base" e cioè ai suoi studenti nella scelta del vertice di Palazzo della Carovana. Ma senza rinunciare all'orwelliano motto secondo cui "tutti gli animali sono uguali ma alcuni sono più uguali degli altri". Far votare in maniera diretta gli studenti non significa che il loro voto valga o meglio pesi quanto quello del docente e o ricercatore. «Abbiamo tolto i grandi elettori perché questo era lo spirito con cui abbiamo avviato i lavori», precisa Barone. Prima infatti gli studenti, come i tecnici amministrativi non potevano eleggere direttamente il direttore bensì dovevano passare dai grandi elettori che erano in numero di 4 per ogni categoria ad eccezione ovviamente del corpo docente. L'art.8 del nuovo regolamento, al comma 4, prevede che quando un docente ordinario andrà alle urne che saranno presumibilmente elettroniche, il suo clic varrà "uno" mentre quando voteranno tecnici-amministrativi e studenti, il loro voto sarà "collettivizzato" e peserà sulla scelta finale il 10% dei voti esprimibili dal corpo dei docenti ordinari. Il peso degli allievi della Normale è uguale a quello dei tecnici amministrativi. Ma solo se l'allievo è un allievo ligio alle regole del collegio. Se infatti, è stato sottoposto a misure disciplinari con l'allontanamento superiore ai tre mesi, beh, non vota come se gli venisse inflitta una sorta di pena accessoria. Tra queste categorie, si distinguono i ricercatori a tempo indeterminato il cui voto vale il 15% del complessivo dei docenti. Gira e rigirala, questa riforma del regolamento elettorale della Normale torna ai "santi vecchi" e cioè il corpo docente è quello che conta e pesa. «Si passa da una cinquantina di votanti a oltre mille - rivendica Barone - Comporta un impegno organizzativo significativo e un'attenzione più mirata a questa nuova platea di elettori».

Carlo Venturini

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di Redazione web