Il Tirreno

Pisa

Lavoratori in trincea, sabato altro sciopero

Otto ore di sciopero contro le manovre di esternalizzazione e per una maggiore efficienza dell’aerostazione. I dipendenti di Toscana Aeroporti impiegati al Galilei tornano ad incrociare le braccia....

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Otto ore di sciopero contro le manovre di esternalizzazione e per una maggiore efficienza dell’aerostazione.

I dipendenti di Toscana Aeroporti impiegati al Galilei tornano ad incrociare le braccia. Sabato prossimo si fermeranno dalle 10 alle 18 (dopo due scioperi di quattro ore indetti lo scorso febbraio) per contestare i processi di esternalizzazione di alcuni settori intrapresi dalla società che gestisce lo scalo pisano e quello fiorentino e per chiedere «una maggiore formazione del personale ed un’adeguata manutenzione dei mezzi di rampa».

Lo stesso faranno i loro colleghi di Genova e Lamezia Terme.

Una giornata di lotta indetta dall’Unione sindacale di base (Usb) «che vedrà la saldatura di molte vertenze dal comune denominatore: la netta contrarietà alle esternalizzazioni messe in atto dalle società di gestione aeroportuale, senza i necessari paracadute per l’occupazione».

L’Usb lamenta anche «l’inadeguata organizzazione del lavoro a fronte del numero dei voli dirottati da Firenze, enormemente aumentati dopo la fusione dei due scali e gestiti con il personale previsto per il solo operativo di Pisa».

«I dipendenti aeroportuali sono coinvolti sempre di più in processi di smembramento e precarizzazione tesi a tagliare salari e professionalità - prosegue il sindacato di base -.

È arrivato anche il momento di accentuare le politiche per la sicurezza dei processi produttivi e per l’adeguamento degli aeroporti. Da anni chiediamo una politica nazionale per il riordino del settore aeroportuale che permetta la salvaguardia occupazionale in un settore in continua espansione e che punti sullo sviluppo delle competenze degli addetti.

C’è bisogno di recuperare le attività strategiche del trasporto aereo, abbandonando la strada delle privatizzazioni e degli appalti selvaggi - conclude l’Usb -, che hanno prodotto solo migliaia di disoccupati».

(d.r.)

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