Sicurezza
Braccia incrociate alla Ctt Nord
Il 9 sarà per Pisa un sabato nero per il trasporto pubblico locale sul gomma
PISA. Quello del 9 aprile si annuncia come un sabato nero per il trasporto pubblico locale su gomma. I dipendenti della Ctt Nord, l’azienda che gestisce il servizio nelle province di Pisa, Lucca, Livorno e Massa Carrara, si fermeranno per quattro ore per contestare la manovra di esternalizzazione di almeno trenta turni lavorativi messa in campo dalla società per far fronte alla carenza di bus e di personale. A Pisa e provincia, i dipendenti dell’azienda di trasporti incroceranno le braccia dalle 12 alle 16, ma la mobilitazione, indetta da Filt-Cgil e Uilt-Uil, ha spaccato il fronte sindacale. Allo sciopero non aderiranno Fit-Cisl, Ugl-Fna e Faisa-Cisal, dopo le rassicurazione per la tutela dei lavoratori ricevute durante un incontro in sede prefettizia che si è svolto a Pisa alcune settimane fa con i rappresentanti della società. Le stesse che non hanno invece convinto Cgil e Uil.
«Le giustificazioni assunte dall’azienda non sono accettabili, in quanto sono pretestuose e prive di reali fondamenti - accusano le due sigle sindacali -. La Ctt Nord non ha voluto accettare le nostre richieste di internalizzare il lavoro, giustificando che la carenza dei mezzi disponibili è dovuta al mancato invio delle risorse regionali necessarie all’acquisto di nuovi autobus. La carenza di mezzi e di personale che hanno portato ad esternalizzare i servizi non possono però essere imputati ad una mera questione economica - proseguono Cgil e Uil -: da due anni Ctt Nord, invece di risolvere le gravi carenze organizzative legate all'invecchiamento del parco mezzi e della sua manutenzione, adotta la pur sempre costosa pratica delle esternalizzazioni delle linee e dei turni di lavoro. Esternalizzare e subaffittare vuol dire distogliere posti di lavoro da aziende grandi e strutturate per favorire situazioni più vulnerabili e meno garantite per i lavoratori, ma anche con ricadute negative sulla qualità dei servizi. Un'azienda che ambisce ancora alla vittoria in una gara regionale deve avere al proprio interno le risorse per evitare questa pratica non prevista dal bando di gara e dagli accordi regionali di settore», aggiungono Cgil e Uil che non lesinano critiche alle altre sigle sindacali: «In tutta questa situazione ci preoccupa che le altre organizzazioni sindacali si siano accontentate delle vaghe promesse della Ctt Nord. Se non ci sarà una riorganizzazione del settore manutenzione, se non ci sarà la possibilità di acquistare pezzi di ricambio, oggi si spera che si guastino autobus per “cannibalizzare” le parti funzionanti e montarli su autobus fermi».
A finire nel mirino dei sindacati anche il presidente dell’azienda Andrea Zavanella che ha annunciato la chiusura, per la prima volta dalla nascita della società, del bilancio in positivo. «Il presidente - concludono Cgil e Uil - dimentica di dire che certi risultati sono stati ottenuti diminuendo gli stipendi ai lavoratori, togliendo la possibilità di usufruire della mensa, di non garantire più la massa vestiario ai lavoratori e costringendoli a dei turni di lavoro massacranti».
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