Italia
Comitato per il decoro cittadino
Sta lavorando non solo per le bancarelle ma per tutte le aree di pregio artistico
PISA. Il comitato interistituzionale per il decoro sta lavorando per individuare le aree di particolare pregio artistico “nelle quali sono da considerarsi vietati gli usi e le attività non compatibili con la tutela e valorizzazione dell'area monumentale” (leggi bancarelle), divieto previsto nel decreto Franceschini. Ma la ricognizione non riguarda solo piazza dei Miracoli, ma tutta la città comprendendo quindi potenzialmente anche occupazioni di suolo pubblico di bar e ristoranti. Questo quanto emerso dall'incontro che Confesercenti e bancarellai del Duomo hanno avuto la settimana scorsa con i capigruppo di Palazzo Gambacorti. Incontro richiesto per capire la posizione del Comune sul futuro delle attività ora trasferite in piazza Manin, alla luce anche della nuova proroga fino a settembre del cantiere del Museo delle Sinopie.
«Visto che il Comune continua a non farci sapere niente – commenta Gianmarco Boni, presidente del consorzio Pisa dei Miracoli – abbiamo chiesto un incontro con i capigruppo. Un modo per tenere viva l'attenzione sul nostro futuro ancora senza alcuna certezza. I capigruppo hanno concordato sulla necessità, quanto meno, di riprendere o meglio iniziare un dialogo. La riunione è servita a farci sapere che, almeno, esistono un paio di proposte allo studio del Comune. Ci farebbe piacere conoscerle e soprattutto avere una risposta sul nostro progetto di collocazione nell'area del Santa Chiara già approvato nel 1998».
Alla riunione era presente per la Confesercenti anche Giulio Garzella, responsabile area pisana. «Abbiamo scelto una sede istituzionale per provare a riaprire un dialogo che purtroppo è sempre mancato. Incontro che è servito, ad esempio, a capire tra le righe che il comitato sta lavorando su tutto il territorio comunale e non solo su piazza dei Miracoli. Questo di sicuro allunga i tempi per una risposta alla situazione precaria delle bancarelle». Poi la questione dell'indennizzo che il decreto Franceschini prevede per gli ambulanti che vengono trasferiti in un'area di minor valore commerciale. «Noi non lo abbiamo mai chiesto anche se la legge lo prevede – conclude Garzella –. Il Comune lo utilizzi per allestire un'area mercatale consona per le bancarelle del Duomo. Ed in questo caso non abbiamo ancora capito perché non c'è stata nessuna risposta al nostro progetto nell'area del Santa Chiara. Progetto ideale per mantenere le attività a ridosso della piazza senza violare eventuali vincoli, visto che la Soprintendenza già a suo tempo aveva dato parere favorevole. Sicuramente l'attuale stato delle cose senza alcuna risposta dal Comune genera ancora di più malcontento e rabbia».
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