Il Tirreno

Pisa

«Stessi obiettivi con spesa minore»

L’on. Fontanelli: «Gli aeroporti toscani possono crescere anche senza maxi pista»

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PISA. «No alla nuova pista di Peretola». «Sì, lo prevedono i programmi d’integrazione». Nuova puntata del duello interno al Pd, sullo sviluppo dell’aeroporto di Firenze, tra il deputato Paolo Fontanelli e il consigliere regionale Antonio Mazzeo. «Senza più alcuna urgenza della nuova pista di Peretola, visto che il G7 non si terrà a Firenze, ripensiamo alla nuova pista», aveva cominciato Fontanelli, da sempre perplesso, se non contrario, riguardo agli ingenti investimenti nello scalo del capoluogo. Invece, secondo Mazzeo, il modello della Toscana del futuro «avrà bisogno di un sistema pienamente integrato sia a livello aeroportuale sia a livello infrastrutturale».

Fontanelli controreplica: «Appena parli di Firenze e della scelta del “pistone aeroportuale” è come toccare un nervo scoperto. Qualcuno è corso a Roma per dire che bisogna accelerare e qualcun altro si affretta a dire che “guai a chi vuole ridiscutere”. Eppure il fatto da cui hanno preso le mosse alcuni interrogativi è quello relativo al vertice segreto fatto a Palazzo Vecchio tra il sindaco Nardella e il premier Renzi con altri amici, tra cui il presidente di una società aeroportuale privata. È in quella occasione che si è parlato della nuova pista con preoccupazione, a partire dal fatto che non ci sono più le condizioni per fare il G8, diventato G7, a Firenze. Tra queste condizioni smarrite c’è anche la constatazione che sui lavori per la pista pendono serie problematiche ambientali, d’impatto territoriale e molti oneri finanziari. Cioè avrà dei costi, da ogni punto di vista, assai pesanti. È utile rifletterci un po’? Si dice di no perché i volumi di traffico devono aumentare nei prossimi 15-20 anni. Bene, ma è proprio per questo che ho riportato nel precedente intervento le cifre di crescita che la Regione prevedeva fin dal 2012, con due società separate, e che si sono realizzate nel 2015 con la società unica. Ciò vuol dire che le potenzialità erano già in essere, allo stesso modo in cui, con gli investimenti programmati a Pisa, il Galilei può crescere ancora fino a sei o sette milioni di passeggeri».

Il punto centrale, per Fontanelli, è che «non sarebbe impossibile, con investimenti certamente inferiori a quelli per il nuovo aeroporto di Firenze, andare ancora oltre e coprire la domanda toscana di nuovi volumi di traffico, risparmiando a Firenze un intervento territorialmente impattante. E anche sbaraccando il campo dal rischio di una possibile concorrenza tra i due scali mossa dagli interessi delle compagnie aeree. È curioso che tra gli argomenti che vengono usati per ribadire la validità della realizzazione della nuova pista o del nuovo aeroporto di Peretola, perché in gran parte di questo si tratta, si metta in risalto il collegamento tra i due aeroporti che verrebbe garantito dal People Mover di Pisa e la tratta della tranvia a Firenze. Mi chiedo perché, dove stia la logica. Forse si immagina un traffico specifico tra i due aeroporti? Cioè uno arriva all’aeroporto di Firenze e si precipita verso l’aeroporto di Pisa e viceversa? È questa l’integrazione? Suvvia, non facciamo ridere».

«Semmai - riprende Fontanelli - investite sulla linea ferroviaria Pisa-Firenze, che è già al di sotto delle esigenze del traffico dei pendolari e anche per tutti quei turisti che scendono dai low cost e si dirigono nel capoluogo toscano».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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