La manifestazione
Questo Pisa è come un’ouverture di Puccini
Il maestro di Bocelli: «Una musica con temi importanti ma che devono ancora essere sviluppati»
PISA. Una passione che nasce da lontano, quella per il Pisa. Quasi come l’altra passione, che poi, è diventata ragione della sua vita. Carlo Bernini, musicista e direttore d’orchestra, è il “maestro” che accompagna, in ogni angolo del mondo il tenore Andrea Bocelli. Un binomio indissolubile, di cui quest’anno, si festeggia il trentennale. E che lo ha portato anche a dirigere orchestre davanti ai grandi del mondo. Per Andrea Bocelli ha suonato l’Ave Maria a Ground Zero, pochi giorni dopo il crollo delle Torri gemelle. E tra poche settimane andrà - sempre con il tenore di Lajatico - a rendere omaggio, alla regina d’Inghilterra.
«Per un ragazzo della provincia, Pisa era la piazza più importante per vedere del buon calcio. L’Arena Garibaldi è stato lo stadio del mio debutto da tifoso. Una passione che dura, ormai da oltre quarant’anni. Ero giovanissimo (ha festeggiato 52 anni proprio ieri, ndr) e mio padre mi ostacolava perché temeva che la “febbre” del calcio avrebbe potuto distogliermi dallo studio». Carlo, questo pomeriggio, sarà all’Arena Garibaldi. «Mi hanno invitato alcuni amici – racconta il direttore d’orchestra – ed ho accettato volentieri. Quando mi è stato possibile, ho sempre seguito dal vivo le partite del Pisa. Spesso, però, il lavoro mi porta in giro per il mondo e mi priva di questa libertà. Ma non perdo occasione per informami di quel che fa la squadra».
Adesso, con l’avvento della tecnologia, si collega al canale web che dà in diretta le partite di Lega Pro, anche quando si trova in Asia o in Giappone per accompagnare Bocelli. «Ma quando non c’era questa opportunità – spiega Bernini – mi affidavo a un referente eccezionale. Rosanna (Vaselli, ndr) è una signora che non perde una gara del Pisa. Qualche volta l’ho chiamata da Tokyo o da New York, per farmi raccontare cosa avesse fatto il Pisa in campionato».
Un amore quello per i colori nerazzurri, che, obbligatoriamente, si trasferisce anche nel suo lavoro.
Insieme con un altro musicista, Pier Paolo Guerrini, Carlo Bernini ha scritto un nuovo inno per il Pisa calcio. «Abbiamo fatto un demo – racconta – lo ha cantato Andrea Bocelli. Lo abbiamo fatto ascoltare già una volta, in pubblico, a Roma, in occasione della presentazione ufficiale del “Pisa football college”. Le parole del testo sono proprio di Andrea Bocelli. Che, per presentarlo la prima volta ha prestato la sua voce. Adesso dobbiamo decidere come sarà inciso ufficialmente: se lo canterà ancora lui o se, come forse è più giusto, affidarlo a una esecuzione corale».
Sull’importanza della gara di questo pomeriggio con la Spal, Carlo Bernini non ha dubbi. «È un match importante – dice – Importantissimo. Una vittoria sarebbe fondamentale per dare un impulso psicologico positivo all’ambiente. L’obiettivo del Pisa, a questo punto della stagione, però dev’essere quello di consolidare il secondo posto in classifica, per puntare tutto sui playoff. Per questo, vincere, è importante. Ma non per cercare di agguantare la capolista, che ormai sembra lanciatissima».
Con la bacchetta in mano, sul podio da direttore d’orchestra, Carlo Bernini, è chiamato nelle prossime settimane a un vero e proprio tour de force.
«Con Andrea partiremo nei prossimi giorni per l’Asia: sarò impegnato a dirigere un concerto a Tokyo, uno a Manila e un terzo ad Abu Dhabi prima della fine del mese. Poi ci aspetta il tour americano. E ancora, saremo ospiti al novantesimo compleanno della regina Elisabetta d’Inghilterra. E poi avremo il tradizionale appuntamento con il teatro del Silenzio. Starò lontano dall’Italia un bel po’, ma non perderò di vista il Pisa. Con il web è tutto più semplice, adesso».
La musica è la sua ragione di vita. Il Pisa la sua passione. «Se dovessi paragonare la squadra a un’opera – spiega il maestro Bernini – direi che non somiglia a un valzer di Strauss, ma non è neppure una marcia trionfale di Verdi. Ecco, semmai, il Pisa sembra proprio una buona ouverture di quelle composte da Giacomo Puccini, tanto per rimanere in Toscana. Un bel brano nel quale si trovano temi musicali importanti ma che devono essere ancora sviluppati».
A buon intenditor... E con la Spal? Difficile fare un pronostico. «La capolista è una squadra strana – conclude Carlo Bernini – Fino a oggi ha dimostrato di trovarsi a suo agio più con le squadre piccole che con quelle grandi. Anzi... per dirla come si usa dalle nostre parti, contro le formazioni più ambiziose la Spal di partite ne ha già perse tre. Quindi... la quarta vien da sé!».
Emilio Chiorazzo
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