Sicurezza
Commozione in ricordo di Iolanda Pizzoleo
Ad Asciano la cerimonia d’intitolazione del giardino della primaria “Rosati” Morì a nove anni colpita da un proiettile tedesco. Commemorata dalla sorella
SAN GIULIANO TERME. Il giardino della scuola primaria “Licia Rosati” di Asciano è stato intitolato a Iolanda Pizzoleo, vittima civile della seconda guerra mondiale. Ieri mattina si è svolta la cerimonia di intitolazione nell'ampio spazio verde recentemente riqualificato. Un omaggio a tutti i bambini vittime innocenti delle guerre. Gli alunni delle classi quinte si sono esibiti nell'arrangiamento di “La vita è bella” di Noa, tema principale della colonna sonora del film di Roberto Benigni. Dopo questo commovente intervallo musicale si sono susseguiti gli interventi di Stefano Pecori (presidente pro tempore dell’Anpi San Giuliano-Calci), Maria Antonia Pizzoleo, sorella maggiore di Iolanda e maestra elementare in pensione, e del sindaco Sergio Di Maio. Presenti anche i genitori degli alunni del plesso scolastico di via Trieste, il neo assessore alla cultura e dirigente scolastica dell'istituto comprensivo “Niccolini” Sonia Pieraccioni, l'assessore Maria Elena Bianchi Paparoni Bandinelli, la staffetta partigiana Mirella Vernizzi e don Francesco Barsotti, della parrocchia di San Giovanni Battista.
«Questo è uno dei momenti più significativi per la nostra comunità – ha commentato Pecori –. Grazie alle donne del nostro territorio è stato compiuto un altro importante passo di quel difficile processo di riconciliazione nazionale. In questi anni Licia Salvadori (Anpi Vecchiano), Maria Antonia Pizzoleo e Vernizzi hanno superato le antiche contrapposizioni, per poter arrivare all'intitolazione di oggi. Esse sono un esempio per tutti noi».
Iolanda Pizzoleo, nata a Pisa il 3 febbraio 1935, era sfollata con la sorella, la madre e la nonna sui Monti Pisani, per sfuggire ai bombardamenti. Il 24 luglio 1944, in località Casa di Memmo, sulla strada che sale all'antico borgo monastico di Mirteto, si ritrovò nel mezzo del fuoco incrociato di tedeschi e partigiani: colpita alla nuca da un proiettile tedesco, morì sul colpo. Quello stesso giorno morirono anche due partigiani della formazione Nevidio Casarosa, Paolo Barachini e Pirro Capocchi e altri tre civili. «Il ricordo di Iolanda è ancora vivo in me. Era molto solare e allegra, brava a scuola. Sognava il giorno che avrebbe rivisto nostro padre di cui non avevamo notizie». Con queste parole Maria Antonia Pizzoleo ha ricordato sua sorella, più piccola di cinque anni. «Lei è una vittima incolpevole della stupidità umana, dell'orrore di ogni conflitto armato; è morta con la voglia di un pezzetto di pane, quel pane che ancora oggi non posso vedere sprecare – ha aggiunto, visibilmente commossa –. Questo spazio ludico è destinato a voi ragazzi, in parte mi ripara della morte di mia sorella. Spero che qui possiate giocare e imparare a volervi bene e rispettarvi». «Iolanda è vittima di una guerra assurda voluta dal fascismo, ma anche ricordo di quella gli storici definiscono “resistenza diffusa”: ai tedeschi e ai fascisti, alla guerra, al freddo e alla fame – ha aggiunto Pecori –. Oggi ricordare il periodo bellico e post-bellico significa gettare semi importanti affinché quegli eventi non si ripetano più». L'intitolazione è stata voluta dalla giunta comunale, come tributo a una vittima innocente ma anche come monito per il futuro. «Conoscere la storia della Resistenza è fondamentale per la crescita democratica e civile della comunità – ha concluso Di Maio –. La vicenda di Iolanda riguarda il nostro presente: ancora oggi nel mondo si combattono conflitti sanguinosi e insensati».
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