Il Tirreno

Pisa

Ai pisani piace vivere a Cascina

di Carlo Venturini
Ai pisani piace vivere a Cascina

Per chi decide di andare ad abitare fuori città una delle mete ambite è anche Livorno

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PISA. Tutti a Cascina. Ma anche un po’ Livorno. Strano, ma vero. Sono queste le mete più ambite per l'emigrazione dei pisani (e non solo) almeno stando ai dati residenziali del 2015 resi noti dal Comune.

Al primo posto tra le località scelta da chi vuole andare a vivere fuori città, c’è proprio la città del mobile.

Dopo Cascina però, tra i sei comuni della cerchia territoriale pisana, c'è San Giuliano Terme.

Va subito precisato però che la nostra città non risente più di quell'effetto di "vampirizzazione" da parte dei terrori vicini. Per la precisione, nell'anno appena trascorso, sono stati 431 i cittadini residenti pisani che sono andati a risiedere in quel di Cascina.

La città famosa per i suoi mobili ce ne ha restituiti 324 e quindi il saldo è positivo per il sindaco cascinese Alessio Antonelli. «Qualche anno fa - interviene il primo cittadino di Cascina - si poteva dire che chi veniva da noi lo facesse perché le case costavano poco ma ora il mercato è fermo e in crisi ovunque e quindi l'appeal di Cascina va ricercato in altri parametri».

Secondo Antonelli questi criteri sono i servizi, le scuole e la difesa dell'ambiente. «Siamo stati i primi a fare il porta a porta ed abbiamo adottato una sensibilità verso l'ambiente poco fricchettona e molto concreta stoppando il consumo del territorio», continua Antonelli.

E poi le scuole. « Abbiamo investito in scuole che sono un vanto formativo e tecnologico con un servizio di scuola busa capillare che porta i nostri alunni anche verso Calci», interviene sul punto il sindaco.

«Io ricordo che quando facevo il liceo a Pisa eravamo solo in due a provenire da fuori città. Oggi tutti i miei ex compagni di liceo stanno qui da noi a Cascina» dice con un certo orgoglio Alessio Antonelli.

Scorrendo i dati, si scopre che invece c'è una leggera controtendenza per l'appetibilità di Pontedera. Sono 42 i nostri concittadini che sono andati all'ombra della Piaggio mentre da lì, sono venuti all'ombra della Torre, in 47.

Ma torniamo al più vicino dei nostri comune gemelli e cioè San Giuliano Terme dove nel 2015, si sono diretti 363 residenti di Pisa città e il sindaco Sergio Di Maio, ce ne ha restituiti 280 e quindi la bilancia pende dalla sua parte.

«E' un segnale che ci stimola a fare ancora meglio sul fronte della qualità della vita - dice il primo cittadino di San Giuliano - E' pur vero che i dati vanno scremati a seconda di quali zone del nostro Comune sono interessati da questa migrazione - continua Di Maio - anche perché ci sono zone come Ghezzano, Colignola, Mezzana che sono praticamente a ridosso del nostro ambito amministrativo».

Fa bene a puntualizzare Sergio Di Maio anche perché tra quattro o cinque anni, forse non si parlerà più di questi dati visto che si sta lavorando da anni, ad un macro Comune di Area Vasta da oltre 200mila abitanti.

«Penso che ci vogliano ancora parecchi anni affinché si arrivi ad un unico Comune», sottolinea Di Maio.

Tornando ai comuni della cerchia pisana, Vecchiano è la terza meta preferita dai pisani intramoenia. Lì si sono trasferiti in 60. Ciò che un po' sorprende è Calci. Da sempre al top per la qualità della vita con le sue colline ha attirato 57 pisani ma ne ha restituiti 55, per cui in qualche modo.

Uscendo dagli ambiti dei comuni del pisano, la meta preferita in termini assoluti di "emigrazione" è Livorno che si è vista piombare in casa 132 pisani ma la città labronica ci ha restituito 140 cittadini.

E l'ambitissima Lucca? Sono solo 44, gli emigranti pisani che si vanno a sedere al desco di Elisa Bonaparte.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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