Il Tirreno

Pisa

Potenza doppia per il canale Lavori assegnati

di Francesco Loi
Potenza doppia per il canale Lavori assegnati

Appalto alla Sales di Roma, cantiere da maggio Dovrà metterà Pisa al sicuro dalle piene d’Arno

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PISA. Aggiudicati in via definitiva i lavori alla foce dello Scolmatore. Un intervento dalla doppia importanza: lo scavo dei fondali permetterà di potenziare l’azione del canale contro le piene dell’Arno, così da salvaguardare Pisa dal rischio alluvioni; inoltre la costruzione della foce armata darà uno sbocco a mare diretto ai Navicelli, vantaggio indubbio per le possibilità di sviluppo della cantieristica navale. La vicenda è andata avanti per mesi, dopo l’aggiudicazione provvisoria alla società poi risultata vincitrice (Sales Spa di Roma), anche perché capitata nel mezzo del passaggio di competenze in materia di Difesa del suolo dalla Provincia, ente in fase di ridimensionamento, alla Regione. L’aggiudicazione definitiva permetterà all’inizio di maggio di firmare il contratto con l’impresa, con avvio del cantiere pressoché immediato. Durata dei lavori 480 giorni, ovvero poco meno di un anno e mezzo.

Appalto. La gara d’appalto era stata indetta dalla Provincia di Pisa, con ben dodici offerte pervenute all’ente di piazza Vittorio Emanuele II. I lavori aggiudicati sono quelli relativi al primo lotto di adeguamento del canale, con uno stanziamento di 15 milioni di euro (mentre l’intero progetto ha un costo di 51 milioni di euro). I 15 milioni sono finanziati dalla Regione (12 milioni) e dall’Autorità Portuale di Livorno (3 milioni). L’impresa Sales di Roma ha prevalso sulla concorrenza con un ribasso di circa il 40%: l’importo finale risulta di circa 9 milioni di euro, considerando la realizzazione dell’opera, gli oneri della manodopera e di sicurezza, oltre all’Iva. Di questo progetto, pur in versioni differenti, si parla dal 2001. L’ultimo accordo di programma è del gennaio 2012.

Gli obiettivi. Anzitutto il compito di difesa del territorio. Le piene recenti più intense hanno confermato come lo Scolmatore possa essere decisivo per evitare a Pisa di finire sott’acqua. Soprattutto in due circostanze, tra gennaio e febbraio 2014, l’azione del canale è risultata particolarmente efficace. I 600 metri cubi al secondo di acqua che ha tolto dall’Arno e gettato in mare a Calambrone, dove sfocia, hanno evitato l’ulteriore innalzamento di un metro dei livelli idrici in città. Si capisce quindi l’importanza del potenziamento dello Scolmatore, della sua capacità di prendersi acqua dall’Arno, per garantire ulteriormente la sicurezza dei territori a valle dell’abitato di Pontedera.

Le caratteristiche. L’adeguamento del canale consiste in una serie di operazioni in grado di elevare la capacità di scolmare dagli attuali 6-700 metri cubi al secondo fino a quota 1.000. I lavori del primo lotto verranno svolti nella parte finale dello Scolmatore, in un tratto di circa 4,5 chilometri che va dal ponte sull’Aurelia alla foce. La lunghezza totale del canale è di 28,3 km dall’opera di presa (a Pontedera) al mare. Nel segmento finale il canale, per avere una maggiore portata, sarà scavato nella zona centrale innalzando i fondali fino a meno 3,5 metri. L’altro intervento essenziale sarà alla foce, dove l’evidente insabbiamento costituisce un “tappo” nei confronti di un più efficace deflusso delle acque in mare. In quel punto non solo saranno dragati i fondali, ma sarà costruita la cosiddetta foce armata costituita da due moli foranei: il loro compito, di fatto, sarà quello di prolungare in mare lo sbocco del canale fino a quando non si arriva ad un’altezza omogenea dei fondali (a -3,5 metri). Sarà questa uguaglianza a dover annullare gli effetti del deposito di sedimenti, prima origine dell’insabbiamento. Il molo nord della foce armata avrà uno sviluppo complessivo di circa 640 metri (480 verso il mare aperto); il molo sud avrà dimensioni simili, ovvero rispettivamente 635 e 470 metri. Il dragaggio porterà in superficie circa 600.000 metri cubi di materiali, tra fanghi e sabbia. Quest’ultima sarà disponibile per circa 260mila metri cubi, che andranno ad aumentare l’arenile di Calambrone a fianco della foce.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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