La manifestazione
Pacini: «La sicurezza anti-terrorismo non è competenza dell’Opa»
Prosegue lo scontro tra l’Opera della Primaziale Pisana e la Prefettura sui controlli all’ingresso dei monumenti
PISA. Nei comunicati ufficiali si cerca il più possibile di stemperare, di gettare acqua sul fuoco. Ma dietro le quinte il fuoco delle polemiche e delle divergenze divampa. Lo scontro tra Prefettura e Opera della Primaziale Pisana sulle misure di sicurezza anti-terrorismo ai monumenti di Piazza dei Miracoli (Duomo, Battistero e Camposanto, ad eccezione quindi della Torre Pendente, dove già da mesi è in vigore addirittura il metal detector per selezionare gli accessi) è tutt’altro che rientrato.
Nella riunione di martedì scorso del comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica il prefetto Attilio Visconti ha chiaramente ribadito che deve essere l’Opa ad organizzarsi sin da subito per impedire che i turisti entrino con bagagli ingombranti (trolley, borsoni o zaini) nei tre siti monumentali della piazza. Un appello-ultimatum caduto pressoché nel vuoto, come testimoniato dal reportage fotografico di mercoledì mattina del Tirreno, che ha documentato come i turisti potessero aggirarsi tranquillamente in Cattedrale con tanto di maxi zaini e gigantesche borse.
Nelle stesse ore in cui il Tirreno scattava quelle foto, il presidente dell’Opera della Primaziale Pisana, Pierfrancesco Pacini, prendeva carta e penna e scriveva allo stesso prefetto, rispedendo la palla al mittente come aveva già fatto del resto nei giorni scorsi il segretario generale dell’Opa, Gianluca De Felice. «Si ritiene necessario precisare - scrive Pacini - che l’Opera della Primaziale è un soggetto no-profit che si occupa della manutenzione ordinaria e straordinaria dei monumenti/musei e delle opere in essi contenute. Problematiche relative ad aspetti di ordine e sicurezza pubblica, oltre ovviamente a disposizioni anti-terrorismo, sono compiti che non ricadono nelle competenze di questa istituzione».
Rispetto a queste parole stride non poco il comunicato ufficiale inviato ieri dalla Prefettura in cui si afferma: «Prosegue con efficacia la stretta sinergia tra la Prefettura, le forze dell’ordine e l’Opera della Primaziale Pisana che sta svolgendo, attraverso il servizio di portierato demandato ai loro addetti, un’azione attenta e consona alle misure individuate dal comitato. L’attività dell’Opera della Primaziale Pisana nel controllo delle entrate e delle uscite ai monumenti sta proseguendo con significativi risultati sul piano della prevenzione e anche in funzione di deterrenza per possibili disegni criminosi. È un lavoro, questo, che, attuato nell’ambito delle competenze proprie dell’Opa, integra e migliora la complessa azione di vigilanza svolta dagli organi dello Stato. In una situazione di generalizzata emergenza l’Opa sta profondendo un encomiabile impegno».
Tutto ok, dunque? La Deputazione dell’Opa, nel dubbio, puntualizza un po’ di concetti in un comunicato: «Nei giorni scorsi la Deputazione ha ribadito formalmente alla Prefettura che i propri fini istituzionali sono quelli relativi alla conservazione del patrimonio monumentale della piazza del Duomo. Non spettano a questa amministrazione compiti e quindi responsabilità inerenti alla pubblica sicurezza e tanto meno a misure anti-terrorismo».
«Abbiamo appreso - prosegue la nota - che la Prefettura, attraverso un comunicato stampa, ha pienamente condiviso la posizione dell’Opa richiamando, nel rispetto dei ruoli, la collaborazione che fino ad oggi ha sempre contraddistinto le due istituzioni. Ci auguriamo quindi che nel prossimo futuro tale chiarezza non sia più messa in discussione».
(crimar)
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