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Pisa

La città ha riconquistato le Baleari

La città ha riconquistato le Baleari

Prima seduta del consiglio comunale nella storica sala dopo quasi cinque anni

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PISA. Forse la delegazione americana non sa che in qualche modo resterà nella storia di Pisa. Ieri la celebrazione dei 25 anni di gemellaggio con Niles, la città Usa di 30mila abitanti che si trova a pochi km da Chicago (e il cui simbolo è una copia della Torre Pendente alta 25 metri realizzata negli anni Trenta), ha aperto la seduta del consiglio comunale nella Sala delle Baleari. L’assemblea cittadina non si riuniva nella stanza degli affreschi dal 23 giugno 2011, con una parentesi nell’ottobre di tre anni fa. Dunque, era quasi un lustro che non accadeva.

Un onore per il sindaco Andrew Przybylo e la delegazione di studenti, che hanno una collaborazione con il nostro liceo Buonarroti. Riconquistare la Sala delle Baleari non è stato semplice. Tutt’altro. I lavori di restauro sono stati lunghi. E resta ancora aperta la questione degli arredi. Quelli vecchi in legno, dopo restauro, come hanno votato i consiglieri, oppure una soluzione in plastica trasparente per valorizzare gli affreschi recuperati, come hanno suggerito i tecnici comunali? Intanto, ieri, sulle storiche poltrone con velluti rossi erano seduti solo gli assessori. Tavolo in vetro per il sindaco, sedie in plastica trasparente per i consiglieri, soluzione minimal che lascia intravedere il pavimento, ma che poco nobilita l’ambiente. Arredi contenuti ed acustica che un po’ rimbomba, quasi inutile utilizzare i microfoni, e c’è chi lo ha fatto subito notare.

Per il resto, la Sala delle Baleari, così come la limitrofa Sala Rossa, già si erano fatte apprezzare in recenti aperture pubbliche dopo il restyling, e anche negli ospiti americani hanno suscitato qualche emozione vera. Quegli affreschi, in effetti, hanno il potere di riportare a galla il glorioso passato di Pisa, uniti alle decorazioni e al soffitto ligneo. Dando le spalle alla finestra, si può ammirare di fronte la conquista di Gerusalemme nella Prima Crociata; a sinistra l’impresa contro la Sardegna; e a destra la vittoria alle Baleari del 1113-1115, l’ultimo grande sforzo militare della città nel Mediterraneo islamico. A dipingere i due affreschi dell’impresa sarda e delle Baleari venne chiamato nel 1693, da Cosimo III de’ Medici, Giacomo Farelli, un pittore romano. L’affresco della presa di Gerusalemme è invece attribuito a Pier Dandini (opera eseguita nel 1695). Restaurato anche “L’omaggio a San Ranieri” (1718, opera dei fratelli Melani) nella Sala Rossa.

L’insieme degli interventi, compresa la parte degli impianti e dell’illuminazione, è costato oltre 700.000 euro. Una larga fetta a carico della Fondazione Pisa, più di 400.000 euro, ma qui si entra nel capitolo degli imprevisti che ha caratterizzato la riconquista della Sala delle Baleari. A proposito degli interventi per l’ammodernamento dell’impiantistica, la gara indetta nel 2012 per l’assegnazione dei lavori era stata annullata poiché la ditta che si era aggiudicata l’appalto non aveva i requisiti necessari. E neanche è stato possibile affidare i lavori alla seconda ditta classificata. Risultato: una serie di mesi trascorsi per riavviare e completare queste procedure. Non ha invece fatto perdere tempo, ma un po’ la faccia, la vicenda che ha portato al ritiro del famoso contributo da oltre un milione di euro della Fondazione Pisa per la mancata rendicontazione da parte degli uffici comunali. Circa 200.000 erano destinati alla Sala delle Baleari, soldi che ora usciranno direttamente dalle casse di Palazzo Gambacorti. La riconquista della sala è avvenuta, chissà se l’impresa delle Baleari era stata tanto più semplice.

Francesco Loi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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