Sicurezza
«Il nostro olio non può aver paura»
«L'importazione di olio d'oliva tunisino non può costituire un pericolo per i nostri prodotti di qualità. Prodotti riconoscibili e tutelati dalla legge, come ad esempio quelli con il marchio Igp...
«L'importazione di olio d'oliva tunisino non può costituire un pericolo per i nostri prodotti di qualità. Prodotti riconoscibili e tutelati dalla legge, come ad esempio quelli con il marchio Igp Monti Pisani». Questa la posizione del Pd di San Giuliano, con il suo responsabile agricoltura Filippo Pancrazzi, sulla decisione dell'Unione Europea di importare senza dazi, fino al 2017, 70mila tonnellate in più di olio d'oliva tunisino per aiutare l'economia del paese africano. Secondo Pancrazzi, il Lungomonte ha le carte in regola per imporsi sui mercati proprio grazie alla qualità del suo olio, a patto che siano rispettate le leggi, ad esempio sull'etichettatura. «Osservando i dati del Consiglio Oleicolo Internazionale si nota che da molti anni in Italia la produzione di olio è nettamente inferiore alla domanda interna – spiega l'esponente democratico –, ciò significa che l'importazione è una necessità per il nostro Paese. Anche nel nostro territorio abbiamo produzioni di alta qualità, come testimonia il riconoscimento del marchio Igp “Monti Pisani”, per valorizzare il quale è stata istituita la Strada dell'Olio. La vera minaccia per le aziende non sono quindi le importazioni, bensì la concorrenza sleale di chi ad esempio miscela diversi tipi di olio e poi non indica con precisione da cosa è composto il prodotto finale; tutto questo grazie a normative poco vincolanti sull'etichettatura o a controlli insufficienti. Sono quindi necessarie – insiste – norme più rigorose e controlli più stringenti che garantiscano la completa trasparenza dei prodotti commercializzati». Ancora Pancrazzi: «Il nostro Paese ha la responsabilità di aver abbandonato la propria olivicoltura da almeno tre decenni ed è proprio su Dop e Igp, il nostro tesoro più grande, che l'Italia ha fallito: Dop e Igp, infatti, gli unici che garantiscono al 100% la tracciabilità dell'olio di qualità, rappresentano solo il 2% del mercato. Riteniamo quindi, che la mera protezione dei marchi e la difesa dello status quo non siano sufficienti. Per garantire uno sviluppo sostenibile di questo importante settore, anche dal punto di vista socio-economico, è necessario investire nell'incremento dell'efficienza e della capacità produttiva delle aziende, nell'aumento delle sperimentazioni, nella comunicazione e nell' educazione dei consumatori». (d.b.)
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