Sicurezza
Cgil, Cisl e Uil domani scendono in piazza per chiedere una riforma delle pensioni
«Cambiare le pensioni, dare lavoro ai giovani». Con questo slogan, domani Cgil, Cisl e Uil scenderanno in piazza per chiedere una riforma della legge Fornero sulle pensioni. I sindacati si...
«Cambiare le pensioni, dare lavoro ai giovani». Con questo slogan, domani Cgil, Cisl e Uil scenderanno in piazza per chiedere una riforma della legge Fornero sulle pensioni. I sindacati si ritroveranno in piazza del Carmine alle 17, in contemporanea con altre cento piazze italiane, dove in particolare i giovani disoccupati, i precari e gli esodati o chi ha firmato il primo contratto da ragazzino, ma improvvisamente ha scoperto di dover lavorare ancora a lungo prima di beneficiare della pensione, faranno sentire la loro voce per chiedere al governo di «cambiare le pensioni» e «dare lavoro ai giovani».
Al loro fianco saranno presenti i segretari generali provinciali Gianfranco Francese (Cgil), Gianluca Federici (Cisl) e il responsabile della Uil pisana Angelo Colombo. «La legge Monti-Fornero sulle pensioni è stata la più gigantesca operazione di cassa fatta sul sistema previdenziale italiano – contestano i sindacati –. Entro il 2020 lo Stato avrà risparmiato su questa voce di spesa sociale 80 miliardi di euro, introducendo però elementi di eccessiva rigidità nell’accesso alla pensione. E uno Stato che non permette ai suoi cittadini di andare a riposo, toglie speranze di lavoro alle nuove generazioni». I sindacati chiedono di «assicurare un trattamento pensionistico dignitoso anche a chi ha svolto e sta svolgendo lavori saltuari, discontinui, con retribuzioni basse o a chi è entrato tardi nel mercato del lavoro; che l’accesso alla pensione di vecchiaia sia più flessibile; di non penalizzare chi decide di anticipare la pensione avendo versato 41 anni di contributi e una soluzione definitiva per gli esodati».
Rivendicano inoltre il restringimento dell’età pensionabile delle donne e il riconoscimento delle attività e delle condizioni di vita differenti dei lavoratori usuranti, mentre contestano l’eccessiva tassazione che grava sulle pensioni italiane (il doppio rispetto alla media europea). (d.r.)
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