Il Tirreno

Pisa

Il Duomo senza filtri con lo zaino si entra

di Mario Neri
Il Duomo senza filtri con lo zaino si entra

Il prefetto: «Basta, se c’è un attentato Primaziale responsabile»

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PISA. C’è un ragazzo in piedi nella navata centrale che si è riscosso dall’estasi da opera d’arte e adesso si sta caricando in spalla uno zaino da trekking che nemmeno un cacciatore di ottomila si porterebbe sull’Annapurna. Dentro potrebbe starci una tenda, figurarsi un ordigno esplosivo. Eppure è riuscito ad entrare. Ed è entrato anche il signore con il borsone a tracolla. E pure un gruppetto di ragazzi con gli zaini che di solito trasportano i libri di scuola.

Se era un banco di prova per misurare quanto avesse attecchito la paura fra i turisti, ecco, ha vinto il coraggio. Se invece il primo giorno di stretta alle misure anti-terrorismo varate dal prefetto Attilio Visconti dopo l’ultimo comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica doveva essere un test sulla capacità di risposta dell’Opera della Primaziale all’escalation di allarmi dopo Parigi e Bruxelles, si salvi chi può.

Zaini, borse, bagagli a spalla di ogni foggia e colore sono un fiume e non li ferma nessuno. Abbiamo provato anche noi: ieri mattina ci siamo messi in fila nel triangolo delle meraviglie pisane. E ovunque - al Duomo, al Battistero e al camposanto monumentale (alla Torre c’è il metal detector) - siamo riusciti ad accedere senza problemi e come noi decine di persone. Gli unici visitatori ad essere stoppati sono quelli muniti di trolley: con quelli non si va da nessuna parte. «Mi hanno bloccata - racconta Maura Tilli, avvocato romano - Sono a Pisa per lavoro, avevo udienza in tribunale, ho finito prima e ho pensato di farmi un giro, ma sulla porta sono stata fermata. Non capisco però che differenza ci sia fra il mio trolley e zaini della stessa grandezza».

«Lo ribadisco, i controlli decisi dal comitato spettano all’Opera della Primaziale. I ruoli sono chiari: il prefetto e il comitato hanno il potere di stabilire le misure, ma su piazza dei Miracoli la competenza è dell’Opa. Non possono essere le forze del’ordine a filtrare gli accessi. La Primaziale ha ricevuto il verbale e la lettera con le indicazioni precise, e sono esecutive, non serve nessuna ordinanza. Se poi esplode una bomba, la magistratura saprà chi andare a cercare», sbotta Visconti poco prima di pranzo non appena viene a sapere che fra i monumenti i filtri non funzionano come dovrebbero. «Comunque concediamo all’Opa un giorno di tregua, sebbene i terroristi non ne concedano mai. Ma devono attuare le misure, eseguiremo anche delle ispezioni per verificare che lo facciano. Se poi il vescovo ci chiederà di piazzare i militari all’altare allora lo faremo, ma è evidente che è impossibile. Certo avremmo preferito vedere il presidente Pierfrancesco Pacini al vertice, forse si sarebbero evitate incomprensioni sin da subito».

«Abbiamo fatto ciò che è indicato nel verbale del comitato. I divieti riguardano solo i trolley e i bagagli di una certa consistenza, non zaini e borse», ribatte il segretario generale della Primaziale, Gianluca De Felice, dopo una riunione della giunta. «Se si tratta di zaini di piccole dimensioni passino pure, ma non quelli da trekking. Altrimenti è tutto inutile - precisa in serata Visconti - Comunque ci è stato assicurato che i controlli ci saranno. Siamo fiduciosi».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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