Il Tirreno

Pisa

Visite nei monumenti i bagagli restano fuori

Visite nei monumenti i bagagli restano fuori

Piazza dei Miracoli, il prefetto: «Competenza alla Primaziale»

3 MINUTI DI LETTURA





PISA. Il turista che entra in Duomo, sguardo in alto e trolley trascinato tra le navate della Cattedrale. Oppure quello che passa dal Battistero al Camposanto in una visita a tappe senza separarsi dal suo zaino. Cancellate queste immagini. Da ieri è vietato muoversi nei tre monumenti di Piazza dei Miracoli (la Torre ha già un protocollo rigido con la consegna dei bagagli in un armadietto, ndr) portandosi dietro valigie, trolley e zaini.

Lo ha deciso il comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica convocato dal prefetto Attilio Visconti durante il quale è stato anche deciso di potenziare gli occhi elettronici sulla piazza. Il contesto è l’allerta due (su un tetto massimo di tre) diretta conseguenza degli attentati a Parigi e Bruxelles.

Niente bagagli nei monumenti. «Provvedimento provvisorio che può provocare disagi per i turisti, ma necessario in attesa che cessi la fase di emergenza» chiosa il prefetto che ieri ha chiamato al tavolo delle forze dell’ordine provinciali anche l’Opera della Primaziale, l’autorità che gestisce i tesori di Piazza dei Miracoli. E sul concetto di sicurezza, che diventa obbligo quotidiano, le voci si sono alzate tra il prefetto e il segretario generale della Primaziale, Gianluca De Felice. Per Visconti è l’Opera che deve stabilire chi entra e chi esce dai monumenti. Per De Felice «la sicurezza spetta a prefettura, polizia e carabinieri». L’ipotesi del metal detector agli ingressi è stata accantonata. La psicosi terrorismo ha modificato, imponendo un’attribuzione di responsabilità, percorsi e accessi in piazza Duomo. Quello che prima delle stragi era la prassi, dopo Bruxelles è diventato un elemento di prevenire o eliminare. Di qui la decisione di vietare l’accesso di persone con bagagli a mano, facili nascondigli per ordigni, ai monumenti di Piazza dei Miracoli.

Frizioni prefettura-Opera. La tensione iniziale, a detta del prefetto, si è poi stemperata. «Nessuna frizione – spiega Visconti – c’è stato solo un confronto sull’interpretazione della parola sicurezza. La Primaziale deve stabilire chi entra, chi esce e come dal Duomo e dagli altri luoghi. Noi facciamo solo assistenza. La competenza è loro e dovranno occuparsi anche di come custodire i bagagli durante le visite». Il prefetto precisa che non ci sarà un’ordinanza per far applicare il divieto: «Basta il verbale del comitato. Se qualcuno entra con trolley o valigie la responsabilità sarà della Primaziale. Ripeto, al di là di un chiarimento iniziale, con l’Opera c’è una condivisione totale».

Telecamere potenziate. Visconti ha formalizzato anche l’arrivo di cinque nuove telecamere che vanno a sommarsi alle 88 già installate. Sarà il Comune a farsene carico come collocazione. «C’è l’esigenza di accrescere il perimetro della piazza con quella sorta di mura virtuali di cui parlo da tempo – sottolinea –. Parte della videosorveglianza sarà orientata sulla piazza, sugli ingressi e un occhio elettronico dedicato solo alla facciata del Duomo».

Piano antiterrorismo. Visconti ha annunciato la stesura di «un piano antiterrorismo per i cosiddetti soft target. Al momento le priorità sono aeroporto, stazione e piazza Duomo, ma dobbiamo essere pronti anche in caso di eventuali altre circostanze. Si tratta, dunque, di predisporre misure che necessitano di un'adeguata risposta della protezione civile».

Pietro Barghigiani

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa