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Oltre mille utenze “fantasma” scovate grazie al porta a porta
Sono cittadini non censiti da Sepi che non hanno pagato la tassa sui rifiuti: l’evasione fiscale è stimata in 300.000 euro l’anno. L’assessore Sanzo: «Gli accertamenti sono già cominciati»
PISA. Oltre mille utenze fantasma scoperte nei quartieri di Cisanello, Pisanova, Piagge, San Michele, Pratale e Don Bosco grazie alla raccolta porta a porta dei rifiuti. Cittadini, cioè, che non risulterebbero censiti nei database di Sepi e che quindi non avrebbero pagato i tributi comunali a cominciare proprio dalla tassa sui rifiuti. Le verifiche sono partite per capire se si tratti di errori formali e come tali facilmente rimediabili o se questi cittadini, o almeno parte di loro, siano finora sfuggiti al fisco locale.
In questa ipotesi, l’evasione solo sulla tassa dei rifiuti sarebbe già stimata intorno ai 300.000 euro su base annua. Così come era già successo a Riglione, Putignano, Oratoio, Sant’Ermete, Coltano, Ospedaletto e Montacchiello che erano già partiti con il porta a porta tra la fine del 2014 ed il marzo 2015 (in quell’occasione le utenze fantasma scovate furono circa 300), tutto è partito dai controlli incrociati sugli oltre 30.000 pisani che sono passati al porta a porta nei nuovi quartieri.
Spiega l’assessore all’ambiente Salvatore Sanzo: «I passaggi che hanno preceduto l’introduzione del porta a porta ed i successivi controlli nei nuovi quartieri coinvolti hanno individuato poco più di 500 utenze che non avevano ricevuto i kit per la raccolta. Abbiamo verificato che una parte di queste utenze non era stata inserita nella consegna dei kit per disguidi tecnici e fisiologici. In questi casi abbiamo provveduto alla consegna dei materiali per la raccolta e quindi a regolarizzare la posizione. Per circa 1.000 invece sono in corso ulteriori verifiche in quanto risultano “non iscritti al ruolo”. Nel caso le verifiche confermino che questi utenti non sono censiti, e quindi evasori, provvederemo al recupero delle somme non versate».
Sicuramente l’introduzione del porta a porta sta contribuendo sia all’aumento del percentuale differenziata - motivo principale - ma anche ad un attento monitoraggio alla scoperta di eventuali furbetti. Ancora Sanzo: «I primi dati di differenziata (67% senza il vetro che viene conferito nelle campane in strada) nei nuovi quartieri sono sicuramente lusinghieri. Manca ormai l’ultimo passo con l’estensione totale a tutta la città. Un metodo che ci consente anche di colpire chi era riuscito in questi anni ad eludere i controlli e quindi a non pagare la tassa sui rifiuti».
Gli operatori di Geofor hanno iniziato a distribuire il kit per la raccolta porta a porta di rifiuti anche nei quartieri di Gagno, Porta Nuova, Porta a Lucca, i Passi, Cep e Barbaricina. Si tratta di tre speciali bidoncini (multimateriale, organico e indifferenziato), i sacchetti per la carta e un saccone verde per il vetro che va differenziato a parte e portato nella campane che saranno l’unico cassonetto a rimanere. Insieme a questi materiali, viene anche consegnato un calendario settimanale che spiega quali saranno i giorni e gli orari in cui mettere fuori casa il bidoncino specifico e un rifiutario che spiega, per ogni rifiuto, dove buttarlo per differenziare. La raccolta dei rifiuti con il metodo del porta a porta in questi quartieri partirà a settembre.
Nei quartieri dove questa modalità è stata introdotta a marzo 2015 (Ospedaletto, Riglione, Oratoio, Coltano, Sant’Ermete e Putignano), la raccolta differenziata è arrivata ad un livello del 75%. Invece a Pisa nord-est (Pisanova, Cisanello, Piagge, Pratale, Don Bosco) il porta a porta è iniziato a fine novembre e la differenziata è già al 67% (dati fine febbraio).
Si tratta di zone caratterizzate dalla presenza di condomini. A dicembre l’ultimo passo: sarà la volta di Porta a Mare, La Vettola, San Piero, San Marco e San Giusto.
Nel centro storico cittadino ed a Marina invece la raccolta dei rifiuti sarà effettuata con i cassonetti interrati. In città sono diversi i cantieri aperti.
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