Il Tirreno

Pisa

Il sottopasso si farà «Costi garantiti dalla tassa di scopo»

di Francesco Loi
Il sottopasso si farà «Costi garantiti dalla tassa di scopo»

L’impegno dell’assessore Serfogli: «Progetto pronto» Ma nessuno vuole il muro al posto del passaggio a livello

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PISA. A Putignano la protesta degli striscioni anti-furti unisce le forze politiche. Ma, nell’ambito delle varie misure di sicurezza e riqualificazione del quartiere (dal presidio mobile di polizia alle telecamere nelle strade), un altro aspetto ha questa capacità: tutti chiedono il sottopasso ferroviario, aggiungendo un «finalmente». I putignanesi attendono ancora certezze su un’opera il cui iter è iniziato nel 1993 e mai è stato portato a conclusione anche «per una serie di errori tecnici ed amministrativi incredibili», ricordava di recente un volantino fatto girare nel quartiere dal circolo pisano di Sel.

La richiesta del sottopasso è trasversale. «Ormai non mi ricordo nemmeno più da quanto tempo se ne parla», commentava con tono critico Marco Biondi, presidente (Pd) del Ctp 3, durante l’incontro con i consiglieri per la presentazione delle misure di sicurezza richieste alle autorità cittadine. Putignano, frazione storicamente divisa a metà dal passaggio a livello sulla strada omonima, vede nella costruzione del sottopasso carrabile un’unione strutturale. E su questo la giunta comunale sta lavorando. «Il progetto definitivo sarà pronto nel giro di un paio di mesi, per poi essere sottoposto all’attenzione del consiglio comunale», annuncia l’assessore ai lavori pubblici, Andrea Serfogli.

Secondo l’ultima versione, il progetto consiste nella realizzazione di una strada lunga quasi un chilometro che congiungerà via delle Bocchette a via Ximenes. Al centro il sottopasso, che sarà carrabile ed a doppia corsia (senza senso unico alternato), oltre che ciclopedonale; si troverà a circa 300 metri dal passaggio a livello attuale. L’iter è complesso perché, una volta sistemata la parte progettuale e data la formale valenza urbanistica, dovrà essere firmata una nuova convenzione con le Ferrovie. L’altro aspetto essenziale è quello economico. Il progetto del sottopasso di Putignano ha un costo di quasi due milioni di euro, sostenuto in parti pressoché uguali da Comune e Ferrovie (gli anni di lavoro previsti sono tre).

Servirà una variazione di bilancio, perché nell’attuale piano triennale delle opere pubbliche sono considerati solo 160.000 euro nell’annualità 2016: in pratica, i fondi per gli espropri. Zero euro invece sono stati scritti nei prossimi due anni. «Aspettiamo di definire il progetto per avere il costo esatto dei lavori - spiega Serfogli - ma la rimodulazione degli introiti dell’imposta di scopo, circa 5 milioni di euro in tre anni, andrà a garantire la copertura finanziaria degli interventi per il sottopasso». Possibile inizio dei lavori? «Difficile dirlo ora - riprende l'assessore - ma non escludo che l’avvio possa esserci entro l’anno».

Intanto, con i lavori di manutenzione al passaggio a livello, il quartiere ha fatto le prove di quando verrà chiusa a metà, con un muro, via di Putignano. Il progetto prevede infatti la chiusura totale del punto dove ora c’è il passaggio a livello (per motivi di sicurezza) quando ci sarà il nuovo tracciato con il sottopasso. Ma su questo il paese è pronto a dare battaglia. «La realizzazione del sottopasso, se non accompagnato dalla costruzione di un ulteriore sottopasso o cavalcaferrovia in corrispondenza dell’attuale passaggio a livello, taglierebbe ulteriormente fuori il centro del paese da qualsiasi attività, con la probabile, successiva chiusura dell’unico ufficio postale della zona», è l’allarme lanciato da Alessandro Del Seppia, consigliere del Ctp 3 per il Movimento 5 Stelle. «No al muro dove ora c’è il passaggio a livello», è peraltro l’appello di Sel.

«Fino a che il centro del paese resterà tagliato fuori, penalizzato, da una viabilità che ha di fatto decretato la fine di ogni attività che era lì presente, ogni soluzione proposta non otterrà gli effetti sperati», riprende Del Seppia. «Il paese deve tornare a vivere. E per farlo è necessario che si ripristini la vecchia viabilità». Nei prossimi giorni, conclude, «inizieremo una raccolta di firme tra gli abitanti del quartiere per chiedere lo smantellamento del campo rom di via Maggiore, la realizzazione del cavalcaferrovia ciclopedonale in via Putignano e il ripristino della viabilità in direzione del centro del paese, oltre a una presenza costante della polizia municipale sul territorio».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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