Il Tirreno

Pisa

il dibattito dopo la valutazione dei corsi di laurea in medicina e chirurgia da parte del Censis

medici Quelle classifiche basate sugli algoritmi Le classifiche basate su algoritmi più o meno complessi della valutazione dei corsi di laurea in medicina e chirurgia da parte del Censis risentono in...

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medici

Quelle classifiche

basate sugli algoritmi

Le classifiche basate su algoritmi più o meno complessi della valutazione dei corsi di laurea in medicina e chirurgia da parte del Censis risentono in modo critico della scelta dei parametri e del loro peso relativo. Questa è anche la ragione per cui le graduatorie provenienti da fonti diverse sono molto difformi fra loro. Nel caso specifico, il corso di Pisa, che risulta nelle prime posizioni per i parametri legati alla ricerca, viene penalizzato da alcuni parametri quali il numero di fuori corso, la percentuale di laureati in corso e la cosiddetta "produttività" (numero di laureati rispetto agli iscritti). L'internazionalizzazione si misura con vari parametri tra cui i corsi in lingua inglese e la mobilità studentesca. Se consideriamo gli studenti Erasmus, il numero di quelli in uscita è cresciuto di oltre 6 volte negli ultimi 4 anni e il numero di quelli in entrata è più che raddoppiato. Anche gli accordi per studio con prestigiose università estere sono aumentati passando da 10 a 24 nello stesso periodo. Un altro parametro importante è costituito dagli immatricolati stranieri che sono aumentati di oltre il 100% rispetto a 4 anni fa. Al di là dei parametri, un dato importante per valutare un corso è l'attrattiva che esercita verso gli studenti. Con l'adozione del concorso unico nazionale si è evidenziato che Pisa risulta l'Ateneo di prima scelta per un gran numero di studenti (1800-2000 domande a fronte dei 240 posti disponibili), molti dei quali risiedono anche a grande distanza dalla nostra città (oltre il 30% proviene da altre regioni). Se si guarda poi alla soglia di punteggio necessario per l'ammissione, questa risulta in generale assai superiore alla media nazionale ed è più alta di quella delle altre due Università della Toscana. Le iniziative messe in atto negli ultimi anni hanno permesso di aumentare il numero degli studenti che al sesto anno risultano in pari con gli esami. Le principali criticità residue sono piuttosto legate alla didattica professionalizzante, ovvero all'attività pratica che già durante i sei anni del corso di laurea gli studenti sono tenuti a svolgere in corsia e nei reparti clinici. È una criticità comune a tutto il sistema formativo italiano, legata a ragioni che coinvolgono tutto il servizio sanitario nazionale. Un salto di qualità potrà essere favorito dalla costituzione di una Scuola di Medicina, struttura di raccordo tra i tre Dipartimenti dell'Area Medica che avrà lo scopo di coordinare gli insegnamenti dei molteplici corsi di laurea e di specializzazione rafforzando le azioni già da tempo intraprese per un sempre miglior utilizzo ai fini didattici delle strutture assistenziali aziendali.

Mario Petrini Giulio Guido

Riccardo Zucchi Mauro Ferrari

studenti

La superficialità

dei parametri d’analisi

Gli articoli usciti recentemente sull'edizione pisana del Tirreno sulla classifica Censis dell'università, ci hanno portato ad una riflessione pubblica sulla situazione in Area Medica all'Università di Pisa dal punto di vista degli studenti e sulla metodologia di analisi del Censis. Semplici considerazioni tecnico-metodologiche e la consultazione di fonti competenti confermano la superficialità dei parametri impiegati dall'istituto di analisi. Sarebbe fazioso e sterile da parte nostra affermare che lo studio di Medicina a Pisa non è passibile di miglioramenti. Certamente la Scuola Medica all'ombra della Torre ha un approccio tradizionalista non sempre ideale per lo studente, ma è anche alle eccellenze pisane in ambito clinico che si deve guardare. Quello di Cisanello è un centro sanitario che vanta una esperienza unica in diversi campi: in questo ospedale pratichiamo tirocinio e qui prestano servizio assistenziale i nostri docenti. La scelta degli studenti di svolgere a Pisa i propri studi medici è forte: si guardi all'alta quota di fuori sede, al competitivo rapporto domanda-posti disponibili e alla rapidità con cui questi vengono coperti. I questionari compilati dai laureandi confermano in uscita dal percorso quella che è la tendenza in entrata: per citare solo uno dei dati concordi, la percentuale a Pisa degli studenti “pentiti”, ossia che, potendo tornare indietro, sceglierebbero di studiare Medicina in un'altra sede (16%), è ben inferiore alla media Almalaurea (27,5%), che raccoglie i dati del 91% dei laureati italiani.

Gli studenti de L'IstaMina

i rappresentanti eletti

di Medicina e Chirurgia

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