Il Tirreno

Pisa

Strappo ai vertici del Comune si dimette la dirigente Ballantini

di Mario Neri
Strappo ai vertici del Comune si dimette la dirigente Ballantini

Lascia l’incarico di responsabile della sicurezza sul lavoro in polemica con il sindaco Filippeschi In una lettera accusa di non aver mai ricevuto ascolto su Sesta Porta e altri nodi spinosi

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PISA. In questi due anni ha scritto lettere, ha tentato più e più volte di lanciare l’allarme sulla Sesta Porta e su altri nodi spinosi per la sicurezza dei dipendenti comunali. E soprattutto avrebbe cercato, sempre senza ottenere risposta, di avere un colloquio con il sindaco Marco Filippeschi e i vertici della giunta. Ma inutilmente. Per questo Manuela Ballantini giovedì ha spedito la sua lettera di dimissioni. «Cosa avrebbe dovuto fare?», dice uno dei dipendenti che lavora con la dirigente della “Direzione Protezione civile e Prevenzione e Sicurezza”. La funzionaria non ha lasciato il suo incarico al vertice dell’ufficio ma il ruolo di «datore di lavoro», nomina che il sindaco le aveva conferito due anni fa, nel 2014. Posizione fondamentale per la macchina organizzativa perché il datore ha il compito di verificare il rispetto delle normative sulla sicurezza in tutti i luoghi di lavoro del Comune.

«Una delle principali motivazioni che hanno spinto la dirigente a dare le dimissioni - spiegano il segretario della funzione pubblica della Cgil, Michele Orsi, e Maria Borsò, una delle responsabili sindacali per la sicurezza - è proprio l’impossibilità di una comunicazione con i vertici politici e organizzativi che le impediva di poter svolgere il suo compito».

Nella lettera, Ballantini cita casi concreti: alcune anomalie nella gestione del forno crematorio e altre sulla falegnameria, da tempo allestita al centro E. Fermi di Ospedaletto al servizio delle manifestazioni storiche ma mai sottoposta a controlli di conformità alle normative sulla sicurezza. Ma il cuore della lettera è soprattutto la Sesta Porta. La dirigente negli ultimi due anni ha segnalato più di una volta i problemi relativi all’inadeguatezza degli spazi del complesso di via Battisti ad ospitare un comando dei vigili urbani e aveva sollecitato l’ufficio Patrimonio ad eseguire lavori di adeguamento. Ma per quei lavori si è dovuto attendere che arrivasse una relazione dei vigili del fuoco e una della Asl, mobilitati dopo la denuncia dei sindacati. Non solo. Proprio perché le inadempienze in materia di prevenzione e sicurezza costituiscono reati (seppur depenalizzati) quelle relazioni sono finite sulla scrivania del procuratore Alessandro Crini, hanno già comportato per la dirigente e per il comandante Pietro Pescatore una multa di oltre mille euro, e potrebbero comportare un procedimento penale. Una responsabilità che Ballantini dunque non vuole più avere, perché ritiene i suoi poteri limitati.

Come costringere gli uffici ad intervenire per far rispettare la sicurezza senza l’intervento del sindaco? A lui - ha raccontato ai colleghi - avrebbe provato a rivolgersi più volte. Così come al segretario comunale, ma sempre senza successo. Secondo i sindacati, il primo strappo nella maglia delle relazioni interne che si starebbe sfilacciando in molti settori, spesso paralizzando e inceppando il regolare svolgimento delle attività.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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