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Pisa

Spiagge di ghiaia «La ditta dovrà finire il cantiere»

Spiagge di ghiaia «La ditta dovrà finire il cantiere»

Ordine di servizio della Provincia dopo le verifiche alle scogliere sommerse eseguite da parte dei tecnici

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MARINA. Sarà fatto la prossima settimana un ordine di servizio alla ditta incaricata dei lavori per ultimare il cantiere delle spiagge di ghiaia a Marina di Pisa. E’ la mossa annunciata dalla Provincia per sbloccare la situazione da uno stallo che si trascina da troppo tempo e che ha messo i marinesi in allarme, oltre a lasciare un punto interrogativo sulla stagione balneare che si avvicina.

«La scorsa settimana la Provincia di Pisa, in contraddittorio con la ditta incaricata dell’esecuzione dei lavori, ha condotto i rilievi batimetrici sulle opere soffolte (scogliere)», si legge in una nota dell’ente. La verifica ha certificato che mancano quantità di materiali rispetto a quanto previsto dal progetto. «Conseguentemente - spiega la Provincia - sono state definite le lavorazioni da condurre per il completamento, nell’ambito del contratto esistente, comprendendo anche il versamento necessario per le “spiagge di ghiaia” e la loro stesura secondo i profili di progetto».

A questo servirà l’ordine di servizio: ultimare le lavorazioni. Tutto dipende ora dalla risposta delle ditte che si erano aggiudicate l’appalto, anche se i segnali sembrerebbero positive. Almeno per quanto riguarda la sistemazione delle spiagge di ghiaia. Ciò non esclude, poi, il proseguimento del contenzioso con la Provincia in altre sedi.

Intanto i marinesi continuano ad essere indignati, un po’ per le notizie ancora parziali su questa vicenda e un po’ perché per l’inizio della stagione balneare è già scattato il conto alla rovescia. «A questo punto è necessaria un’assemblea pubblica - ha detto Simona Rindi, presidente del Centro commerciale naturale di Marina in conferenza stampa - e la faremo sicuramente entro il 10 aprile all’Hotel Manzi: chiederemo la presenza del vicesindaco con delega al litorale Paolo Ghezzi, dell’assessore ai lavori pubblici Andrea Serfogli, dell’ingegner Andrea Carli, del direttore dei lavori Patrizia Chirizzi e anche dell’assessore regionale per la Difesa del suolo, dal momento che ora sembra che la competenza sia passata alla Regione. Il Ccn aspettava l’assemblea pubblica per fine febbraio, come ci era stato detto dal vicesindaco in passato - aggiunge Rindi - ma non c’è stata. L’unica cosa che chiediamo è che chi di dovere venga, smonti il cantiere e se ne vada. Pensiamo anche di chiedere un risarcimento danni che dove ancora essere valutato».

La preoccupazione di residenti e commercianti della zona non si riferisce solo ai lavori che non sono terminati (e ancora non è nemmeno facile dire quando lo saranno), ma anche per l’ordinaria manutenzione delle spiagge, in modo da renderle utilizzabili per la stagione balneare. Accanto agli scogli si erge una vera e propria montagna di sassi che copre quasi completamente la visuale e lascia intravedere solo una striscia di mare. «C’è anche un altro problema - sottolinea Francesca Reali, titolare di una ferramenta in via Maiorca - e riguarda la paratia montata in piazza Baleari che dovrebbe servire ad impedire all’acqua del mare di tracimare: è stata costruita male e così con le mareggiate l’acqua passa ugualmente e tutti i negozi di via Maiorca vengono allagati. Oltre tutto in questa strada non ci sono nemmeno le fogne e, dato che il porto è rialzato rispetto alla via, questa si allaga tutta. Dicevano che con questi interventi rivalutavano Marina - conclude Reali - ma in realtà venti anni fa era molto meglio».

Il rimpallo di competenze sulle spiagge di ghiaia e le dighe preoccupa anche i concessionari degli stabilimenti balneari. «Sì, ci preoccupa non riuscire a capire di chi sia la competenza su questa questione - dice Alessandro Cordoni, presidente della Confesercenti del litorale -. Non discutiamo le scelte tecniche, ma è necessario provvedere ad una manutenzione costante. E poi un’altra questione: se una mareggiata provoca danni alle scogliere che sono presenti negli stabilimenti, e dobbiamo provvedere ad una sostituzione o altro, ora non sappiamo a quale soggetto chiedere i permessi».

Francesco Loi

Donatella Lascar

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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