Il Tirreno

Pisa

La Torre Guelfa riconquistata dopo il degrado

di Francesco Loi
La Torre Guelfa riconquistata dopo il degrado

Di nuovo possibile salire i duecento scalini che portano sulla sommità che domina Pisa

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PISA. Un taglio del nastro, per il fortilizio della Cittadella, non è una novità. Sono passate poche settimane da quando il presidente della Regione, Enrico Rossi, lo ha inaugurato al termine del restauro con i progetti Piuss (costo un milione di euro). Quello avvenuto ieri, con l’apertura della mostra “Luminara e Gioco del Ponte. Il dietro le quinte: persone oggetti e lavoro”, indica invece quello che potrà essere il suo utilizzo futuro: uno spazio per esposizioni che accolgano memoria e storia della città, ovvero il museo civico di Pisa.

«Insieme ai vicini Arsenali Repubblicani sarà dato in gestione a soggetti privati attraverso un bando pubblico», ha detto il sindaco Marco Filippeschi, prima di tagliare il nastro con il vicesindaco Paolo Ghezzi e l’assessore alle manifestazioni storiche Federico Eligi.

La mostra, nell’ambito dei festeggiamenti per il Capodanno Pisano, è curata dalle docenti universitarie Moira Brunori e Antonella Gioli, esperte di museologia e restauri di tessuti. Sui piani del fortilizio sono presenti alcuni oggetti che fanno parte del Gioco del Ponte e della biancheria della Luminara, ma non i costumi definiti “convitati di pietra” della mostra. «Dietro queste manifestazioni - hanno spiegato le due docenti - c’è una cura dei materiali che dovrebbe essere sempre più scientifica. Ci stiamo lavorando con il Comune per arrivare ad un vero e proprio piano di gestione».

Tornando al tema della valorizzazione della Cittadella, unita agli Arsenali Repubblicani, «potrà essere all’apice quando il ministero avrà realizzato il Museo delle antiche navi», ha aggiunto il sindaco, ricordando che il recupero di fortilizio e Torre Guelfa fa parte del più ampio intervento per mettere aree per servizi a disposizione proprio del Museo delle navi.

Il recupero ha interessato un’area di 420 mq, articolati su tre piani. Sono state realizzate diverse opere di consolidamento strutturale, «rese più complesse dalla vicinanza dell’Arno», ha spiegato il responsabile del progetto, l’architetto Fabio Daole.

La riapertura della Torre Guelfa è invece una novità pressoché assoluta: è la riappropriazione di una parte di città storica diventata negli anni scorsi simbolo di incuria e degrado. Un po’ di attesa ieri per il recupero della chiave dei cancelli dimenticata chissà come, poi il via libera per le decine di presenti alla salita dei duecento scalini che portano a quota 18 metri: dalla sommità si può apprezzare, e gustare, una veduta di Pisa completa. Piazza dei Miracoli sembra davvero vicina, sotto scorre l’Arno, mentre da una parte la vista della piana arriva sino alle pendici dei monti e dall’altra s’intuisce il mare, oltre l’estesa tenuta di San Rossore.

La Torre Guelfa (o torre della Cittadella) venne costruita durante la prima dominazione fiorentina (1406). Aveva il compito di permettere l’avvistamento essendo alta abbastanza per scorgere il mare e al tempo stesso dominare la città. E’ stata poi fedelmente ricostruita dal Genio Civile dopo i bombardamenti della guerra. Per un mese sia la mostra nel fortilizio che la torre saranno liberamente visitabili.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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