Sicurezza
Fratelli coltelli all’ufficio edilizia: «La colpa è della nostra accusatrice»
PISA. Era prevedibile. Nessuno vuole “intossicarsi” con le fidejussioni. Tanto che sulle polizze irregolari fornite in questi anni da vari imprenditori al Comune (da Bulgarella alla Sviluppo...
PISA. Era prevedibile. Nessuno vuole “intossicarsi” con le fidejussioni. Tanto che sulle polizze irregolari fornite in questi anni da vari imprenditori al Comune (da Bulgarella alla Sviluppo Navicelli fino alla Boccadarno) in Comune si sta consumando una resa dei conti interna. Un redde rationem fra funzionari e dirigenti dello stesso ufficio. È quanto emerge dalle carte e dai documenti raccolti dalla prima commissione di controllo e garanzia. Ed è il racconto di un conflitto interno che sta paralizzando le relazioni in uno dei settori cruciali di Palazzo Gambacorti: la Direzione attività produttive e edilizia privata.
Secondo il dossier presentato in audizione l’8 febbraio dal segretario comunale Marzia Venturi, la responsabilità del mancato controllo è da attribuire ai singoli responsabili del procedimento per le pratiche edilizie per cui gli imprenditori avevano presentato le polizze. Insomma, se i bilanci del Comune erano stati gonfiati di fidejussioni “tossiche”, la colpa è stata di sette dipendenti. A sostenerlo in audizione erano arrivate anche alcune dichiarazioni fatte nella dalla responsabile del front office della Direzione stessa. Ecco, il 16 marzo scorso, alla commissione è arrivata una lettera dei sette dipendenti finiti sotto procedimento disciplinare. «Siamo venuti a conoscenza che nell’ambito delle audizioni - scrivono - sono state fatte affermazioni, in particolare da parte del segretario comunale e dalla responsabile del front office Sonia Bertoni, che contestiamo. Nell’ambito della audizione dell’8 febbraio il segretario generale ha avuto modo di descrivere come si svolgeva la fase di ricezione delle polizze. Il segretario generale avrebbe affermato che le polizze venivano ricevute dal front office dell’edilizia privata e trasmesse al responsabile del procedimento della pratica edilizia che avrebbe poi il compito di rivisitarle nel merito. Ebbene, i sottoscritti respingono tale ricostruzione dei fatti». Insomma, secondo i dipendenti, quelle affermazioni sono tutte falsità: «Infatti - proseguono - non si capisce in base a quali dati oggettivi, organizzativi e normativi sia stata fatta tale affermazione. Le suddette polizze non sono mai state trasmesse ai sottoscritti perché le verifiche sulle polizze fidejussorie - qualsiasi polizza, di qualsiasi importo, qualsiasi fosse la ragione di attribuzione della garanzia - non è mai rientrata fra le competenze dei responsabili del procedimento». Lo dimostrerebbe da solo il fatto che « le polizze vengono presentate allo sportello per ritirare il permesso, pertanto è chiaro che tale passaggio avviene solo quando il procedimento di nostra competenza si è già concluso». Dunque, deducono i dipendenti, «la consegna delle polizze è sempre stata fatta al personale amministrativo che provvedeva a farle visionare per accettazione alla responsabile del front office». Insomma, la responsabilità sarebbe proprio della loro principale accusatrice.
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