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Pisa

«Da novembre non chiudo più alle 20 per paura»

«Da novembre non chiudo più alle 20 per paura»

Sta riacquistando vivibilità il quartiere della stazione Romboli: la presenza dell’Esercito è decisiva

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PISA. Da anni al centro di proteste più che legittime da parte degli esercenti e degli abitanti perché vittima di una fauna delinquenziale composta da spacciatori di sostanze stupefacenti e soggetti dediti a uno smodato consumo di alcolici, la zona della stazione da qualche mese sembra però registrare un miglioramento della sua vivibilità. Almeno secondo Flavio Romboli, proprietario del bar ristorante “La Loggia”, che dallo scorso Natale ha notato una diminuzione della pericolosità avvertita negli anni precedenti. Merito, secondo lui, dell'Esercito Italiano, che ogni giorno vede i suoi uomini muoversi tra piazza Vittorio Emanuele II e la stazione centrale.

«Da quando ci sono i militari, viviamo un periodo positivo, perché gli episodi di criminalità sono diminuiti rispetto al passato. Forse i nostri soldati incutono più timore alla vista perché sono atletici o forse perché, come successo qualche giorno fa, intervengono direttamente se succede qualcosa. Fatto sta che lo scenario è cambiato». Ma in che misura? Da banlieu il territorio si è tramutato in un Fleming (residenziale quartiere di Roma) di provincia? Non esageriamo. Pusher e commercianti abusivi sono ancora presenti. Però in misura inferiore rispetto al passato, al punto che un locale può riprendere a stare aperto anche la sera. «Da novembre non chiudo più alle otto, ma intorno alla mezzanotte senza mai essere disturbato. Prima invece…».

Già, che succedeva prima? «Due anni fa ad alcuni turisti americani fu derubata la borsa in pieno giorno, mentre erano a sedere ai tavolini. Un’altra volta entrò da noi una ragazza sanguinante in volto, chiedeva aiuto, noi la medicammo, ma dopo mezzora la vedemmo nuovamente al seguito di chi l’aveva ferita», racconta Romboli, che insieme ad altri commercianti aveva segnalato questi disagi all’amministrazione locale ricevendo però una risposta soddisfacente soltanto a parole. Nei fatti, dalle 17 in avanti i corrieri della droga entravano in azione per condurre i loro affari alla luce del sole e nella massima tranquillità; al calar della sera, individui dall’incedere caracollante e accompagnati dall’inseparabile bottiglia, acquistabile a prezzi stracciati in un minimarket della vicina via Mascagni, erano soliti molestare sia i passanti che i locali. Gli attuali miglioramenti non equivalgono a un debellamento del problema, ma sono un primo passo verso la sua risoluzione definitiva visto che anche in altre parti della città si respira una vivibilità fino a ieri precaria. È il caso di piazza Manin, terreno fertile per spacciatori e borseggiatori, e anche in questo caso si deve evidenziare la costante presenza visibile dell’Esercito con i soldati tra i turisti e una camionetta all’altezza della porta di San Ranieri. Slegata da appartenenze politiche e interesse principale di ogni amministrazione che si definisca “responsabile”, l’incolumità della collettività va tutelata in tutti i modi. Specialmente per una città come Pisa che ha le sue primarie fonti di ricchezza nel turismo e negli studenti universitari fuorisede e non può farsi trovare impreparata nei punti di forza per trarre il massimo profitto da queste risorse: accoglienza e sicurezza.

Tommaso Nelli

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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