Il Tirreno

Pisa

Panico su un bus: allarme chimico per colpa di una lite

di Pietro Barghigiani
Panico su un bus: allarme chimico per colpa di una lite

Sei persone finiscono al pronto soccorso per un diverbio a colpi di spray. La psicosi causata dalla sostanza urticante

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PISA. Un’ora di panico. Con una delle principali strade di accesso a Pisa, via Matteucci, bloccata dalla polizia municipale. Al centro di una scena da film i vigili del fuoco in equipaggiamento “lunare” all’interno di una Lam Blu. Il panico per la diffusione di sostanze chimiche - con il conseguente collegamento a un’ipotesi di attacco terroristico - è durato il tempo delle verifiche svolte dal personale dei pompieri che poco prima delle 21 ha escluso l’origine pericolosa di quanto rinvenuto sul mezzo pubblico.

L’atmosfera di questi giorni non ha aiutato a circoscrivere per quella che era una storia di litigi. Alla fine si è scoperto cosa era successo: una trans aveva litigato con un passeggero e al culmine della rabbia aveva estratto una bomboletta spray al peperoncino. Il problema è che non si è limitata a esibirla come un’arma per minacciare il suo “duellante”. L’ha proprio usata andando a colpire con il suo spruzzo fuori controllo anche altri passeggeri incolpevoli.

Gli intossicati. In tutto almeno sei persone sono finite al pronto soccorso per bruciori agli occhi e alla gola. Nulla di particolarmente grave, ma di sicuro un fastidio del tutto gratuito come contrattempo che intorno alle 19,30 ha interrotto la serata di persone che stavano tornando a casa. Dopo le 22 sono usciti da Cisanello.

La trans è stata sentita dai carabinieri, così come l’altro litigante e i testimoni presenti sulla Lam. I referti sono tutti al di sotto dei 20 giorni e per eventuali denunce a livello di lesioni si procederà a querela di parte. Dell’episodio i carabinieri hanno informato la Procura.

L’allarme. Verso le 19,30 l’autista della Lam Blu è stato costretto a fermarsi in direzione del centro all’altezza dei Frati Bigi. La lite scoppiata a bordo non ha consentito di proseguire la corsa. La trans aveva dato in escandescenze e con quell’uso improprio della bomboletta il danno era ormai fatto. Spruzzando lo spray contro il bersaglio della sua ira è andata oltre raggiungendo con la sostanza urticante al peperoncino anche altre persone.

La bomboletta, in commercio per difesa personale, in quel modo è diventata uno strumento di offesa che ha avuto come effetto anche quello di bloccare il traffico per oltre un’ora prima di ricondurre l’episodio nel suo contesto naturale. E, tutt’altro, che terroristico. Ma tant’è, la psicosi viaggia più veloce dei fatti. Li interpreta prima ancora che si siano sviluppati nella loro interezza.

Nel frattempo la tensione ha alimentato, accumulandole con il passaparola, una serie di preoccupazioni che, con il passare dei minuti, si sono sgonfiate. Il pacco sospetto raccontato dalle prime voci è sparito dal radar degli aggiornamenti in tempo reale. La psicosi ha lasciato il passo alla rassicurazione.

I disagi. È rimasto il disagio di una viabilità di punta neutralizzata con centinaia di persone bloccate in macchina informate di un’emergenza che tutto poteva essere e che alla fine ha avuto un epilogo da lieto fine viste le premesse al momento dei soccorsi.

La situazione è rientrata in modo definitivo verso le 21,30 quando sono state fatte le misurazioni strumentali da parte del personale del nucleo batteriologico, chimico e radiologico dei vigili del fuoco. Sono stati prelevati alcuni campioni di sostanza sulla Lam, le cui analisi hanno dato esito negativo. Emergenza finita. Nessuna sostanza da guerra batteriologica era sulla Lam Blu nella sera del venerdì santo.

Il traffico è ripreso, tra imprecazioni e sollievi. Il peggio lo hanno vissuto gli obiettivi casuali della trans scatenata e senza mira. Costretti a una sosta al pronto soccorso con occhi arrossati e raschiore in gola.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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