Sicurezza
Domani il logo per i 650 anni della Certosa di Calci
CALCI. Eventi e appuntamenti importanti per la Certosa di Calci, che è scrigno straordinario di storia e tesori d'arte. Sede di due musei, c'è adesso la scommessa di incrementare con decisione le...
CALCI. Eventi e appuntamenti importanti per la Certosa di Calci, che è scrigno straordinario di storia e tesori d'arte. Sede di due musei, c'è adesso la scommessa di incrementare con decisione le decine di migliaia di turisti che già arrivano da tutto il mondo.
Domani, venerdì santo, giorno della ricorrenza del Capodanno Pisano, verrà presentato ufficialmente il logo a conclusione del bando per i 650 anni della fondazione del complesso monastico.
Avverrà alla presenza delle autorità e di rappresentanti delle istituzioni anche regionali, alle ore 11,30 nel corso di una conferenza aperta al pubblico nei locali del refettorio.
È confermata, come annunciato, per il prossimo 13 maggio l'inaugurazione dell'acquario d'acqua dolce, il più grande d'Italia con oltre 150 specie di pesci nei 60mila litri d'acqua disposti nelle vasche in tre stanze.
Inoltre, il 30 maggio sarà il giorno più lungo con una serie di celebrazioni per il compleanno della Certosa, che è stata fondata nel 1366.
Preceduto da un avancorpo, il complesso monumentale appare nella sua grandezza, che sfida i secoli, appena fuori dall'abitato di Calci. Campeggiano sul frontale due grandi scritte che ci informano sui principi della vita monastica e sull'anno di costruzione: “O beata solitudo, o sola beatitudo. Cartusia pisarum fondata an.rs. MCCCLXVI”.
Correva infatti l'anno 1366 allorché, grazie anche al lascito di un ricco mercante, iniziò la costruzione. Sorsero dapprima la chiesa, intitolata a Santa Maria Maddalena (1376), e quindi le cappelle laterali dell'Assunzione e del Crocifisso (1378). Successivamente, in un crescendo di completamenti, furono edificati la sacrestia, il corridoio che immette nel chiostro e le realtà che fanno da tramite tra la dimora del priore e il fronte destro del complesso. Con la creazione di nuovi locali, nelle vie di ingresso, ecco i due chiostri minori interni e il porticato della residenza del priore (XV secolo), di fatto era così completata l’intera struttura secondo la rigida tradizione certosina.
Ma l'impronta odierna del complesso, sia nel suo aspetto architettonico che monumentale, che in quello dell'apparato ornamentale, è soprattutto frutto di lavori, rifacimenti e modifiche che si sono susseguiti tra il XVI e il XVIII secolo.
Si coglie un po’ dappertutto lo stile barocco. Numerosi i pittori, gli scultori e gli architetti di svariata provenienza che hanno impreziosito di fatto la struttura della Certosa.
Pierluigi Ara
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google