Il Tirreno

Pisa

Quando Tirrenia faceva il cinema

di Francesco Loi
Quando Tirrenia faceva il cinema

“Pisorno-Cosmopolitan 1934-1969”: tutta la storia della piccola Hollywood voluta dal regime sul litorale

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PISA. Uno sguardo unico non solo su oltre trent’anni di cinema italiano. Ma anche sulle politiche del regime fascista prima e sulle tragiche conseguenze della guerra poi. E infine sulla rivoluzione di costume che segnò gli anni Sessanta. Tutto questo è la mostra “Tirrenia città del cinema. Pisorno-Cosmopolitan 1934-1969” inaugurata ieri pomeriggio a Palazzo Blu, dove proseguirà fino al 3 luglio.

L’esposizione, curata da Giulia Carluccio (docente di cinema, fotografia e televisione all’Università di Torino), è organizzata dalla Fondazione Palazzo Blu di Pisa in collaborazione con il Museo Nazionale di Cinema di Torino. «Il caso degli studi di produzione Pisorno di Tirrenia, poi ribattezzati Cosmopolitan con l’arrivo di Carlo Ponti all’inizio degli anni Sessanta, è tra le esperienze storicamente più rilevanti di decentramento della produzione cinematografica italiana», dice il direttore del Museo Nazionale del Cinema, Alberto Barbera, al tavolo dei relatori con Cosimo Bracci Torsi (presidente della Fondazione Palazzo Blu) e il sindaco Marco Filippeschi, oltre alla professoressa Carluccio.

La mostra parte dalla fondazione della città e degli stabilimenti, ricostruita attraverso tavole, progetti, assonometrie e documenti originali. Cominciò negli anni Trenta, proseguendo fino agli anni Sessanta, un capitolo importante della storia del cinema italiano, scritto all’ombra della pineta di Tirrenia. Nel 1934, per volontà di Giovacchino Forzano, drammaturgo e librettista di successo, furono costruiti gli studi cinematografici Pisorno, nome che univa idealmente le città di Pisa e Livorno. Uno stabilimento modernissimo, progettato da Antonio Valente per affrontare la più grande sfida dell’epoca: la produzione di film sonori. Le diverse stagioni di Tirrenia sono quindi riprodotte attraverso costumi, macchinari, sceneggiature, brochure pubblicitarie, ritratti di divi, foto di scena e manifesti. Nelle sale espositive alternate su più piani, spiccano preziosi materiali originali provenienti da collezioni pubbliche e private, e dagli archivi del Museo Nazionale del Cinema. Il primo film girato ai Pisorno uscì nel 1935, si intitolava “Campo di maggio” ed era stato diretto dallo stesso Forzano. Negli anni successivi i set, le strade e le spiagge di Tirrenia si popolarono di attori, tecnici e divi dello schermo: da Doris Duranti a Gino Cervi, dai fratelli De Filippo ad una giovane Virna Lisi, da Amedeo Nazzari ad Alida Valli. Nei nuovi moderni stabilimenti si alternarono alla regia nei ruoli tecnici “veterani” del cinema muto e giovani destinati a segnare le fortune del cinema a venire, come Mario Monicelli. Il sogno di espandersi fino a creare una vera Hollywood sul Tirreno si infranse davanti alle difficoltà finanziarie e alla concorrenza di Cinecittà, fondata a Roma nel 1937. A Tirrenia si girarono più di settanta film prima che la realtà della guerra irrompesse sui set. Quando la produzione riprese, al termine del conflitto, Forzano tentò il rilancio chiamando a Tirrenia il regista Joseph Losey per girare “Imbarco a mezzanotte” (1952), ma il film non ebbe successo. Per celebrare la voglia di rinascita e leggerezza si puntò allora soprattutto sui film musicali, in molti casi interpretati da cantanti amati come Claudio Villa e Luciano Tajoli. Negli anni Sessanta l’avvento del produttore Carlo Ponti, che rilevò con Maleno Malenotti gli stabilimenti ribattezzandoli Cosmopolitan, rinnovò le speranze di rilancio. Arrivarono a Tirrenia Sophia Loren, Marcello Mastroianni, Vittorio De Sica, Ugo Tognazzi, Marco Ferreri e Fred Astaire. Fu un breve momento prima della crisi e della chiusura. “L’assoluto naturale” di Mauro Bolognini (1969) è l’ultimo film girato in studi ancora in piena attività. La struttura andò lentamente in rovina. Se ne ricordarono anni dopo i fratelli Taviani che proprio lì ricostruirono la Hollywood del loro film “Good Morning Babilonia” (1987).

«Questo abbiamo voluto raccontare, per ricordare agli storici ed agli appassionati del cinema italiano un pezzo non disprezzabile della sua storia, ed ai nostri concittadini di questa costa toscana, specialmente ai più giovani, che Tirrenia non è soltanto una delle tante spiagge italiane e in particolare quella di pisani e livornesi, ma - conclude Bracci Torsi - è stata anche un bel sogno del quale rimangono purtroppo poche e dimenticate macerie».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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