Il Tirreno

Pisa

Costruzione e successo, poi la crisi

Costruzione e successo, poi la crisi

Nazzari, Cervi, De Filippo i primi divi I film con Sophia Loren e Edwige Fenech

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PISA. La mostra a Palazzo Blu è divisa in 14 sezioni.

Tirrenia, dalle paludi alla città del cinema. Nella pineta selvaggia di Tombolo, negli anni Trenta sorse Tirrenia. I migliori architetti dell’epoca furono chiamati ad inventare la nuova città voluta dal regime.

Gli studi di Antonio Valente. Fotografie, disegni e progetti dell’architetto e scenografo.

Il progetto di Giovacchino Forzano. Una sezione dedicata a questo intellettuale, regista, fondatore della Pisorno.

Si gira a Tirrenia. Dai bozzetti di grandi artisti quali Virgilio Marchi e Italo Cremona alle immagini inedite dei set, il percorso apre una finestra sull’affascinante dietro le quinte delle produzioni Pisorno.

L’arma più forte: il cinema del fascismo. Il clima politico del ventennio fascista influenzò profondamente il cinema dell’epoca. Alcuni film girati a Tirrenia affrontarono temi come le politiche coloniali e la propaganda anti inglese.

Tirrenia come Hollywood. La fatale Doris Duranti, Alida Valli, Amedeo Nazzari, Gino Cervi, ma anche i fratelli De Filippo e Macario. Negli anni Trenta/Quaranta passavano da Tirrenia tutti i volti amati dal pubblico di allora.

Guerra e primo dopoguerra. Nasceva la leggenda nera della Tombolo del primo dopoguerra. In pineta i rifugiavano contrabbandieri, disertori e prostitute. Una storia di disperazione che non mancò di ispirare il cinema.

Il rilancio. “Imbarco a mezzanotte” tentò il rilancio della Pisorno nel dopoguerra. Sceneggiatura, piano di lavorazione, bozzetti, foto di scena.

Ripresa in musica. Gli anni Cinquanta alla Pisorno sulle note dei film musicali interpretati da idoli della canzone quali Claudio Villa e Luciano Tajoli.

Loren e Ponti: l’era Cosmopolitan. Sophia Loren interpreta “La riffa”, episodio di “Boccaccio 70” (1962) e “Madame Sans Gene” (1961). In esposizione anche preziosi costumi di scena.

I registi e gli autori. Da Tirrenia passarono anche i grandi nomi della regia. Tra questi Mario Monicelli e Vittorio De Sica.

“I sequestrati di Altona”. “I sequestrati di Altona” è un film diretto da De Sica per cui Renato Guttuso creò magnifici e inquietanti disegni. La serie originale è in mostra.

Aria di rivoluzione. Gli anni Sessanta segnano una cesura nel modo di vivere e di pensare. Un cambiamento che il cinema registrò e rielaborò immediatamente.

Nuovi generi, nuovi divi. A Tirrenia arrivano Edwige Fenech, Sandra Milo, Dean Reed. Si girano western all’italiana, poliziotteschi e film erotici. Poi negli studi le luci si spengono, ma la memoria rimane.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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