La manifestazione
Camera di Commercio, Bottai lascia il posto da consigliere
L’ex manager del porto si è dimesso non essendo più rappresentante di Confcommercio l’associazione che lo aveva indicato. Sul sostituto l’incognita dell’accorpamento dell’ente
PISA. Stefano Bottai si è dimesso dalla Camera di commercio. Ha lasciato il suo posto nella giunta e la carica di consigliere. Nominato in quota Confcommercio (era stato presidente regionale dell'associazione) come settore turismo, proprio il rapporto con l'associazione di via del Chiassatello era venuto meno non ricoprendo più alcun ruolo. Da qui la decisione di lasciare l'incarico in piazza Vittorio Emanuele anche in considerazione della sua nomina nel nuovo consiglio di amministrazione di Toscana Aereoporti, nomina che lo impegna notevolmente. Adesso spetterà a Confcommercio indicare un nuovo rappresentante in consiglio ed attendere che la firma della Regione. Per quanto riguarda il posto in giunta, sarà lo stesso consiglio a riunirsi per eleggere il sostituto di Bottai. Tempi burocratici non certo brevi soprattutto per la sostituzione del consigliere e quindi slittamento anche per la nomina in giunta. Ma questo ultimo passaggio non è del tutto scontato visto che per le Camere di commercio si attende il decreto attuativo della riforma della pubblica amministrazione voluta dal ministro Madia, riforma che dovrebbe portare ad una riduzione degli enti da 105 a 60 (attraverso accorpamenti), con taglio del 25% del personale. Intanto le manovre per gli accorpamenti stanno procedendo. Sotto traccia Pisa sta ancora portando avanti l'idea di fusione con Massa Carrara dopo le chiusure di Lucca alla creazione di una Camera della costa nord. Ovviamente l'operazione non è gradita al di là del Foro, visto che nelle loro intenzioni l'unione doveva avvenire proprio tra Lucca e Massa Carrara escludendo Pisa. Ma se da una parte c'è da delineare i nuovi scenari, dall'altra c'è la questione dei dipendenti. La preoccupazione tra i lavoratori è molto forte perché, nelle bozze del decreto circolate, si prevede un taglio del personale che in Toscana potrebbe riguardare oltre 200 persone solo tra i lavoratori diretti e di altrettanti che operano nelle aziende speciali e nell'indotto, senza peraltro prevedere alcuna clausola di garanzia di ricollocamento . Se poi si aggiunge il timore di un sostanziale svuotamento delle funzioni delle Camere, ecco spiegata la posizione del presidente Valter Tamburini che nelle settimane scorse aveva inviato una lettere al prefetto Visconti. «Nella bozza - aveva scritto il presidente - è previsto un drastico ridimensionamento delle nostre funzioni. Ma a questo taglio delle funzioni, fondamentali per le imprese, - prosegue Tamburini - si aggiunge quello del personale di servizio, fino al 25% per le Camere che si accorperanno. Per Pisa, con la Camera che vanta indici assolutamente virtuosi, significherebbe ulteriori tagli lineari al personale già dimensionato in maniera corretta grazie al blocco dei turnover e al contenimento dei costi». (d.b.)
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