Gioco
Un anno per un’ecografia l’attesa infinita dei pisani
Dalle radiografie all’ecodoppler, ecco dove le liste sembrano non finire mai Ma per legge le aziende dovrebbero dare un appuntamento entro 30 giorni
PISA. Trecentottantacinque giorni. Più di un anno. Può capitare di tutto in un anno. E va bene, la ricetta del medico non sarà urgente. Visita programmata, il grado di priorità. Tradotto: senza fretta. Ci ha prescritto quest’esame solo per scrupolo, perché avvertivamo un fastidio, qualcosa che prima non c’era. Magari non è niente, solo una suggestione, ma non si sa mai, meglio stare sicuri, ha detto. Sicuri? Come si può esserlo di fronte a un sistema sanitario che contraddice se stesso, che spesso affoga nella disorganizzazione. Come possono essere spiegati altrimenti i 385 giorni con cui l’Aoup offre ai propri utenti una ecografia all’addome.
Fra gli esami diagnostici è quello maggiormente intasato di richieste. Per questo il direttore generale Carlo Tomassini fra un mese proverà a invertire la rotta e ad allestire una rete di ambulatori aperti sempre che possa azzerare le attese. Ma questo è solo l’apice. La macchina è ingolfata e fornisce servizi a ritmo di lumaca. Basta guardare i dati. Nel policlinico pisano servono dieci mesi perché un paziente possa eseguire un ecodoppler; cinque mesi per una ecografia pelvica; tre mesi (92 giorni) per una radiografia lombosacrale, una rx al rachide cervicale, una alle costole, tre per la spalla, l’avambraccio, il polso, la mano. Appena tre o quattro giorni meno per un esame all’esofago e una colonscopia. Non va molto meglio alla neonata Asl dell’area Nord ovest, dove per una visita cardiologica (con l’eccezione di Pisa, vedi articolo a destra) servono 163 giorni, 136 per una Tac al cranio; 114 per una in neurologia.
Per la legge regionale è un’eternità, e soprattutto è una violazione. Secondo la normativa, infatti, esami e visite non urgenti non possano venir assegnati agli utenti oltre i 30 giorni dalla prenotazione. Nessuno lo sa, ma alle aziende ospedaliere e alle Asl sforare questa soglia limite potrebbe costare caro. Al Cup che prospetta tempi così lunghi, il cittadino potrebbe richiedere subito l’invio di un modulo per ricevere 25 euro di rimborso. Ma il paradosso è forse quello della “disponibilità esaurita”. Sì perché ci sono settori in cui la prospettiva di assegnare una data sembra così lontana da non prevederla neppure. E il peggio è che succede in settori delicati. Nella rilevazione sareste stati indotti a cambiare ospedale o a optare per il canale privato se aveste avuto bisogno di una mammografia, di una ecografia alla tiroide, una tac all’addome o una tac al torace. E l’Aoup giura: «Le nostre macchine girano al massimo»
(m.n.)
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