Il Tirreno

Pisa

Per due poli tecnologici c’è un matrimonio in vista

I Comuni di Cascina e Pontedera al lavoro per creare un coordinamento unico Ma sul futuro pesano gli oltre cinque milioni di euro chiesti dalla Provincia

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CASCINA. Una regia unica, con gli stessi dirigenti a gestire le due strutture che si trasformerebbero in una sola realtà innovativa. È la “exit strategy” per dare ossigeno a Pont-Tech di Pontedera e al Polo tecnologico di Navacchio, entrambi alle prese con l’uscita della Provincia di Pisa dalle compagini societarie, uscita che sarà operativa dal prossimo 30 aprile. Un processo che i Comuni di Pontedera e Cascina stanno cercando di governare insieme alla Regione con un tavolo di confronto a Firenze e un ordine del giorno votato dal consiglio regionale in cui si auspica la creazione, appunto, della regia unica tra i due poli.

Ma questa operazione dipende dal denaro che la Provincia chiede alle due strutture in cui si fa ricerca e innovazione per la dismissione delle quote in quegli enti considerati “non strategici”, in seguito alla riforma voluta dal governo. Un’uscita che obbliga Pont-Tech e Polo di Navacchio ad acquistare le quote lasciate libere. Ma se i pontederesi saranno chiamati a spendere 190mila euro per il 24,97%, per i cascinesi l’esborso sarà molto più oneroso. Infatti, la valutazione iniziale, contro cui il cda del Polo di Navacchio ha presentato ricorso al Tar è stata di 5 milioni per il 46,75%. Una cifra che rischierebbe di mandare a gambe all’aria tutto quanto è stato costruito in 15 anni di lavoro. Consulenti del Polo sono al lavoro per ridefinire l’entità delle quote della Provincia e sembra si stia andando verso un dimezzamento del valore.

Il nodo da sciogliere, a questo punto, è se a Pisa accetteranno la valutazione di Navacchio. Ed è l’argomento principale su cui gli enti coinvolti lavorano per trovare una soluzione. Se la Provincia abbasserà le pretese, anche l’unione con Pontedera sarà più semplice da mettere in pratica. Altrimenti le strade dei due poli dovrebbero continuare a essere divise, ma con Navacchio che, quanto meno, subirebbe un fortissimo ridimensionamento. Anche se la parola fallimento è bandita dai protagonisti.

«Se non arriveremo a una soluzione positiva, più che fallimento direi che sarebbe un suicidio - ammette il sindaco di Cascina, Alessio Antonelli -. Stiamo lavorando per arrivare a una regia unica tra i due poli, ma molto dipende da quello che deciderà la Provincia. Ed è chiaro che una valutazione di quasi 5 milioni, malgrado l’alto livello di patrimonializzazione del Polo, è un peso enorme da sopportare a livello finanziario».

Il suo collega di Pontedera, Simone Millozzi, parla di «sinergia integrata tra i due poli, come indicato dalla Regione». Un discorso cominciato nel 2012 quando in Regione l’assessore alle attività produttive era Gianfranco Simoncini e quello provinciale era Graziano Turini. Poi tra elezioni e cambi di consigli d’amministrazione questo matrimonio non si è mai celebrato. Ma ora siamo alle porte con i sassi, anche perché entro il 30 aprile dovrà essere trovata una soluzione. «Incontri sono in agenda anche nei prossimi giorni - afferma Millozzi - ma la strada è tracciata ormai. Si tratta solo di risolvere i problemi legati alla dismissione delle quote della Provincia».

Davvero un bel problema pensando a quanto lavoro e quanti soldi sono stati spesi per creare due strutture che le rispettive amministrazioni comunali definiscono come fiori all’occhiello del territorio. Un rebus da risolvere in tempi brevi, pena perdere l’ennesima occasione per costruire davvero qualcosa d’importante.

Andreas Quirici

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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