Sicurezza
Una lunghissima scia che conta anche due morti
È successo e le probabilità ci dicono che succederà ancora, soprattutto ora che si sta avvicinando la primavera. Sono quasi una ventina le cadute, di cui due mortali, negli ultimi sei anni dalle...
È successo e le probabilità ci dicono che succederà ancora, soprattutto ora che si sta avvicinando la primavera. Sono quasi una ventina le cadute, di cui due mortali, negli ultimi sei anni dalle spallette dell’Arno con una particolare frequenza sul lungarno Mediceo tra piazza della Berlina e piazza Garibaldi. Il tratto intasato di giovani dalla sera a notte fonda. Il picco si è raggiunto nel 2014 con tre casi tra maggio e luglio, fra cui due scozzesi, entrambi cadono dopo aver bevuto parecchio e assunto cocaina. A giugno tocca a un diciassettenne pisano “volare” di sotto: se la cava con un piede e una mano fratturati. Il 14 settembre 2015 cade il 25enne studente palermintano Adalberto Tarantino, rimasto in coma oltre due settimane e sottoposto a un delicato intervento neurochirurgico per le ferite riportate alla testa. Il 31 ottobre una studentessa si frattura tutte e due le gambe e il 5 novembre un 22enne spagnolo cade vicino a Ponte di Mezzo e viene ricoverato in codice rosso. I drammi risalgono al 2009: fra il 16 e il 17 luglio, Ivan Fernandez Diaz, 27 anni, studente di Madrid, muore precipitando dopo essersi addormentato su una spalletta. Tre mesi dopo, a ottobre, la stessa sorte si porta via Peter Mahut, un ragazzo di Bratislava.
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