Il Tirreno

Pisa

Un mutuo in banca per le inferriate alle finestre di casa

di Sharon Braithwaite e Roberta Galli
Un mutuo in banca per le inferriate alle finestre di casa

A Salvatore i ladri rubarono gioielli e computer per circa cinquemila euro, oltre ai danni alle porte

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PISA. Un negozio che a Putignano vende prodotti per parrucchieri ha subìto quindici furti nel giro di un mese. Un record riemerso grazie all'appello lanciato da Lisa Chiefa, derubata nei giorni scorsi, affinché vengano rese note le ruberie subite dai residenti del quartiere. L'esercizio commerciale preso di mira dai ladri si trova accanto all'ex fabbrica di fiammiferi: il complesso residenziale di via Lavaggi è stato particolarmente martoriato da furti, come testimoniano alcuni striscioni appesi alle finestre. “Ci avete rubato tutto”, si legge sui cartelli che fioccano sempre più numerosi sulle facciate dei palazzi da via Lazzeri a via Fiorentina. «Non sappiamo cosa fare – racconta il gestore del negozio, al sit-in organizzato ieri da “Noi Adesso Pisa” a Putignano –. I carabinieri ci hanno detto che anche se trovano i ladri in flagranza di reato, non possono arrestarli visto che il furto è stato praticamente depenalizzato. Le forze dell'ordine sono poche e tartassate da richieste di aiuto, sono massacrate, ridotte ai minimi termini. La polizia fa anche fin troppo considerando le condizioni in cui lavorano ogni giorno, spesso non hanno neanche la benzina per le macchine». Più che il danno materiale, il gestore sottolinea che questa incredibile sequela di furti gli ha tolto la serenità. «È una violazione. Non ci sentiamo sicuri, siamo alla mercé di queste persone che sanno di poter fare ciò che gli pare. I delinquenti vengono in Italia perché sanno che la giustizia non funziona, non c'è certezza della pena».

Salvatore Damiani vive in via Lazzeri come Chiefa e ha subìto due furti negli ultimi dieci anni, l'ultimo a gennaio. «Ci hanno rubato gioielli e bigiotteria, computer, playstation, tablet per circa cinquemila euro; senza contare i danni a porte e finestre. Quando ho chiamato i carabinieri mi hanno detto che avrei aspettato a lungo visto che avevano già avuto segnalazioni di altri 8 furti tra Putignano e Cisanello. Dalle indagini è emerso che la banda che ci ha derubato era composta da bulgari – racconta Damiani –. Ho dovuto chiedere un mutuo in banca per poter installare le inferriate. Pochi mesi fa il sindaco ha detto che “Pisa è una città tranquilla”. Ecco, al sindaco e ai suoi consiglieri vorrei dire che non conoscono la realtà dell'hinterland pisano. Siamo qui a manifestare questo nostro malcontento». I residenti derubati sottolineano quanto i danni psicologici siano incalcolabili. «Da quando i ladri ci hanno portato via tutto, anche la tranquillità, mio figlio non vuole più stare in casa da solo: per questo è seguito da uno psicologo – racconta un altro abitante della zona –. Voglio insegnargli il rispetto dell'altro e delle istituzioni, non voglio vivere in un mondo in cui bisogna farsi giustizia da soli. La strada è di tutti ma tutti devono rispettare le regole». Presente al presidio anche Chiefa che ha sottolineato quanto, dopo l'ennesimo furto, la sensazione di insicurezza sia fortissima.

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