Gioco
Taxi, costi fissi e nuove licenze
Accordo tra Comune e associazioni di categoria: importi chiari e definiti per le corse più frequenti
PISA. Trasparenza e convenienza per gli utenti, incremento degli orari dei turni di servizio e nuove licenze.
Un accordo tra il Comune di Pisa e le associazioni di categoria dei tassisti, adottato dalla giunta comunale con una delibera approvata lo scorso 15 marzo, cambia veste al “trasporto pubblico non di linea” prevedendo il miglioramento e il potenziamento del servizio.
Una delle principali novità è l’introduzione delle tariffe predeterminate: costi fissi e prestabiliti per le corse più frequenti fra i luoghi nevralgici della città (aeroporto, stazione, ospedale e Piazza dei Miracoli) «che - spiega l’amministrazione - assicurano trasparenza e convenienza per gli utenti».
Sul tassametro non correranno più numeri e tariffe, ma verrà indicato il costo della singola corsa. Senza alcun supplemento, andare ad esempio dalla stazione centrale a Piazza del Duomo costerà 9 euro. Lo stesso dalla stazione all’aeroporto. La tariffa massima (12 euro) verrà applicata invece per gli spostamenti tra l’aeroporto e Piazza dei Miracoli e dall’aeroporto all’ospedale di Cisanello. Il servizio verrà potenziato con la concessione di cinque nuove licenze (il 7% in più rispetto alle attuali 72) da assegnarsi tramite una procedura ad evidenza pubblica. I cinque che riusciranno ad accaparrarsi le licenze (70.000 il costo di ogni singola concessione) dovranno svolgere il servizio con auto munite delle attrezzature necessarie per il trasporto di soggetti affetti da gravi handicap motori. L’accordo prevede inoltre l’estensione dell’orario dei turni di lavoro che, con un aumento dalle 2 alle 4 ore, assicurerà una maggiore presenza di taxi.
«Si tratta di un accordo importante, frutto di un lungo confronto con la categoria e di un lavoro durato oltre un anno – sottolinea Andrea Ferrante, assessore alle attività produttive -. L’intesa migliora le capacità dei taxi pisani di soddisfare le esigenze degli utenti, adeguando il meccanismo della tariffazione a quelli in vigore nelle grandi città europee».
«Con questo accordo - aggiunge Claudio Sbrana, presidente della Cooperativa tassisti pisani - miglioreremo in maniera esponenziale un servizio già attivato 24 ore e tecnologicamente avanzato, coprendo le criticità rilevate». L’intesa non accoglie però le richieste di un gruppo di una decina di ex tassisti che, con l’introduzione del Jobs Act, dall’1 gennaio hanno perso la possibilità di lavorare come “sostituti alla guida” con il contratto di associazione in partecipazione (eliminato dalla riforma del lavoro voluta dal governo Renzi insieme a tutti i contratti atipici). Insieme alle rappresentanze sindacali, il gruppo aveva chiesto al Comune di concedere dei “titoli temporanei o stagionali” che avrebbero permesso di reintegrare i tassisti disoccupati e di potenziare il servizio. «Il confronto prosegue, insieme alla ricerca di possibili soluzioni - continua Ferrante -, ma non è possibile immaginare l’assegnazione personale di un titolo pubblico». I tassisti disoccupati avranno l’opportunità di concorrere al bando per l’assegnazione delle cinque nuove licenze.
«La Cna - sottolinea Maurizio Bandecchi, coordinatore Fita-Cna di Pisa - da tempo ha dato indicazione ai propri iscritti di non inquadrare i collaboratori con i contratti di associazione in partecipazione o di gestione, ma di inserirli in organico con un contratto di lavoro dipendente (anche stagionale o part-time) in modo da poter rispondere ai picchi di domanda che si registrano in alcuni periodi dell’anno. Altre tipologie contrattuali sono da rigettare in modo deciso perché contribuiscono a diminuire la trasparenza del rapporto di lavoro che intercorre fra i titolari e i collaboratori e determinano anche dubbi sulla correttezza fiscale e contributiva».
Danilo Renzullo
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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