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Pisa

Super primari dimezzati dalla riforma

Super primari dimezzati dalla riforma

Asl Costa, il piano di De Lauretis: «Creeremo i “focus hospital” dove accorpare le eccellenze, via chi fa pochi interventi»

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PISA. Inutile nascondersi dietro un dito: la riforma prevede anche austerità e tagli. Non produrrebbe nessun effetto positivo un’unione senza fusione. Ma a dover digerire i sacrifici in questa fase della rivoluzione non saranno i cittadini. La prima sforbiciata Maria Teresa De Lauretis, confermata due settimane fa alla guida della maxi Asl della Toscana Nord ovest, la assesterà ai grandi dipartimenti.

Dimezzati i super primari. «La legge di riforma del sistema sanitario regionale - dice la manager che ha convinto Enrico Rossi dopo aver rimesso in piedi la dissestata Asl di Massa Carrara - ci impone alcune cose fondamentali. Fra queste, l’approvazione di un nuovo statuto e la definizione della macro organizzazione dei servizi sul territorio entro giugno. Questo comporterà anche una rivisitazione generale dei grandi dipartimenti che le cinque vecchie Asl avevano al proprio interno. Non potranno esserci, ad esempio, 5 dipartimenti di prevenzione, ma uno solo». E non potranno esserci doppioni sui grandi settori: chirurgia, medicina, oncologia. Oggi sono 30 i super primari alla guida di gruppi di reparti e unità operative nei singoli ospedali dell’area vasta. «Dobbiamo almeno dimezzarli», dice De Lauretis.

Addio indennità (e potere). I capi dei dipartimenti, all’interno dei confini delle vecchie Asl, gestiscono risorse e destini di medici e pazienti nei singoli ospedali. Adesso qualcuno dovrà rinunciare alla propria posizione di potere. Con i “gradi”, inoltre, i 15 capi dipartimento tagliati «perderanno anche l’indennità di carica: 14 mila euro lordi annui su stipendi che si aggirano intorno ai 140-150 mila euro».

Distretti (e sindaci in trincea). Ma la data del 30 giugno è una deadline anche per la vecchia geografia di governo dei servizi sanitari nei singoli territori. «Entro quella data dovremo aver ridisegnato la mappa dei distretti - dice De Lauretis - Oggi nell’area nord ovest, da Massa a Piombino, sono 12. Noi crediamo di dover scendere ad 8 più 1, quello dell’Elba. Abbiamo lasciato ai sindaci la possibilità di definire una proposta, se ce la consegneranno entro i termini ne terremo conto». In ballo c’è anche la riorganizzazione (e l’accorpamento) delle Società della salute. Almeno dove esistono. In molti casi sono una enclave politica della gestione della sanità di base e del welfare socio sanitario. È chiaro che qualcuno dovrà accettare una condivisione di poteri e risorse.

Notti “leggere” in ospedale. È uno dei nodi più spinosi. E si preannuncia come un terreno di scontro con i sindacati. Bisognerà recuperare medici e infermieri per poter assorbire i ricoveri a bassa complessità di cui Cisanello deve alleggerirsi. E per farlo De Lauretis pensa di sfruttare la rivoluzione imposta dall’Ue sugli orari di lavoro. «Oggi un accordo con i sindacati prevede che in Toscana ci sia un medico ogni 80 letti durante il turno di notte. Nel resto d’Europa la forbice è molto più ampia. Naturalmente le terapie intensive, i pronto soccorso e le rianimazioni non verranno coinvolte, ma nelle degenze punteremo a turni più leggeri. Meno medici».

Eccellenze e i rami secchi. Non tutti potranno continuare a fare tutto, almeno non ad alto livello. De Lauretis preferisce non dare anticipazioni, ma è difficile che Piombino riesca a salvare la maternità con poco più di 200 parti all’anno, visto che la soglia minima di sopravvivenza stabilita dalla legge è di 500. Cecina, a due passi, ne fa 700. Margini di speranza per Barga, invece, visto che un’altra condizione è che una partoriente possa raggiungere l’ospedale in meno di un’ora. Non da tutta la Garfagnana si arriva a Lucca in quel lasso di tempo. Ma i tagli toccheranno anche altre aree scientifiche.

La mappa. «Non si può pretendere di mantenere specialità se si fanno pochissimi interventi - dice De Lauretis - Grazie ad una ricognizione fatta con i professionisti, primari e medici, abbiamo tracciato una mappa delle eccellenze. Una prima bozza di ciò che porterà alla creazione dei focus hospital, gli ospedali riconoscibili per una vocazione clinica precisa. Così, a Livorno si concentreranno la neurochirurgia, la dermatologia del melanoma e la cura della sclerosi multipla, che avrà un altro centro di eccellenza a Lucca, dove verrà potenziata anche l’oculistica. L’ospedale Versilia verrà valorizzato per le sue competenze neurologiche su parkinson ed epilessia, poi per la nefrologia; a Carrara nascerà il centro di riferimento per la radiologia interventistica. Su Massa anche la pneumologia dedicata ai disturbi del sonno.

Ecografie lampo. La rivoluzione delle liste di attesa con visite ambulatoriali specialistiche e esami a 72 ore dalla prenotazione è già partita a Pisa grazie a un accordo fra Aoup e Asl sulla cardiologia. «Entro maggio - dice De Lauretis - partiremo con le ecografie all’addome».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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