Sicurezza
Furti e degrado, a Putignano dilaga la protesta degli striscioni
Nel quartiere lenzuola in strada e alle finestre. La rabbia degli abitanti: “Ci sentiamo abbandonati, la zona è fuori controllo, mancano le pattuglie Ma noi per cosa paghiamo le tasse?”
PISA. Continua la protesta dei residenti di Putignano contro l'escalation di furti delle ultime settimane. In molti hanno seguito l'invito di Lisa Chiefa, la veterinaria "visitata" dai ladri per la seconda volta nel giro di pochi mesi. «Condividete il più possibile non solo su Facebook, ma mettendo questo striscione sulle finestre delle case se siete stati visitati - ha scritto Chiefa sul popolare social network, dopo aver postato le immagini della sua abitazione messa a soqquadro -. Diamo voce al silenzio dei furti». E per ora questo appello dilaga: sono comparsi striscioni ovunque nella zona. Lenzuoli sui balconi, legati alle ringhiere, alle finestre, bandiere bianche stese al sole come tanti s.o.s affacciati alle strade. "Ci avete rubato tutto" c’è scritto. Via Lazzeri, ma anche via dell'Arginone, nelle case del complesso dell'ex fabbrica di fiammiferi: la protesta dilagando. Anche fuori dai confini del quartiere, perché i teli sono comparsi anche a Cascina. Questi cartelli, rivolti ai malviventi ma soprattutto alle istituzioni, consentono di "mappare" i furti: l'area tra via dell'Arginone a via Fiorentina è costellata di abitazioni devastate negli anni dai banditi, che spesso con le loro intrusioni hanno provocato danni a infissi e inferriate, maggiori del bottino ricavato.
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E ora i residenti si sentono abbandonati, cittadini di serie B. «Anni fa chiusero la vicina stazione dei carabinieri, segno che di questo quartiere non interessa a nessuno nonostante il crescente allarme sicurezza - dicono esasperati - Non sappiamo chi sono questi professionisti dei furti. Servono più controlli, non ci sono deterrenti». Il caso di Lisa Chiefa non è affatto isolato. Basta camminare per le vie principali del quartiere per raccogliere un profondo malumore. «Niente nomi, vi prego. Ho paura di essere identificata da questi balordi e derubata - ci dice una giovane mamma, mentre aspetta che il proprio figlio esca da scuola - Abito qui da dieci anni e prima non era così. Negli ultimi cinque lottiamo contro i furti. Non posso lasciare in giardino nulla, neanche i bidoni della raccolta differenziata, me li hanno già rubati una volta».
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Un presidio fisso delle forze dell'ordine potrebbe migliorare la situazione? «Sicuramente - rispondono i residenti - Sabato i ladri sono entrati al punto Telecom e i carabinieri sono arrivati da Migliarino quando non c'era già più nessuno. Gli esercenti sono costretti ad assumere guardie private a proprie spese. Per cosa paghiamo le tasse?». Uno storico abitante di via dell'Arginone ci racconta che tutti i suoi vicini di casa sono stati derubati in pieno giorno. «Questo è un quartiere-dormitorio, quindi di giorno i delinquenti fanno i loro porci comodi: osservano le abitudini degli abitanti e decidono quale casa svaligiare. Pago 400 euro all'anno di assicurazione contro i furti, mentre il mio dirimpettaio si è rivolto ad un'azienda privata di vigilanza e si è dotato di un sistema d'allarme di ultima generazione». Grandi affari per le ditte di impianti di sicurezza e guardie private, mentre il conto per i cittadini è sempre più salato. Non dormono più sonni tranquilli.
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