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Pisa

«Sette lavori su dieci vengono assegnati senza gara pubblica»

«Sette lavori su dieci vengono assegnati senza gara pubblica»

Denuncia “Una città in Comune-Prc”: «Sistema distorto» La replica : numeri sballati e accuse fuorvianti al sindaco

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PISA. «Tra il 2011 e il 2014, il 70% dei lavori pubblici è stato assegnato tramite affidamento diretto». Facendo leva sulla relazione del segretario generale di Palazzo Gambacorti, il gruppo consiliare Una città in comune-Prc denuncia il meccanismo di assegnazione dei lavori pubblici che, accusa il gruppo di opposizione, «con la giunta Filippeschi è diventato un sistema distorto».

Dal report del segretario generale del Comune, relativo “agli affidamenti dei lavori pubblici nel periodo 2011-2014”, emerge che il 70% dei lavori pubblici (il 77% del totale considerando anche gli affidamenti in somma urgenza e le varianti in corso d'opera) è stato assegnato senza una gara ad evidenza pubblica, ma tramite affidamento diretto: 454 su 653. Un meccanismo che, come recita il documento, denota «un non soddisfacente grado di trasparenza nelle procedure di affidamento di lavori pubblici, in quanto la maggior parte delle procedure non ha un adeguato livello di pubblicità nei confronti dei potenziali offerenti». Gli interventi vengono spesso affidati alle solite ditte. Tra il 2011 e il 2014, sono stati assegnati lavori ad un totale di 210 ditte per un totale di 48,9 milioni di euro. Il 71% degli affidamenti si è concentrato su 50 imprese, che hanno ottenuto circa il 58% dell'importo totale stanziato (28 milioni di euro). Un’impresa è riuscita ad accaparrarsi ben 45 appalti (il 10% di quelli assegnati) per un totale di 1,2 milioni di euro senza alcuna procedura pubblica. L'81% degli affidamenti diretti sono stati a favore di ditte con sede in provincia di Pisa; tendenza che si inverte nel caso delle procedure aperte, dove le imprese con sede sul territorio provinciale sono il 33%. Modalità che per il segretario generale rischiano di portare ad «un restringimento del mercato a un numero di soggetti limitato, che possono porsi in un rapporto preferenziale con l'amministrazione». «Tutto ciò accade perché l'amministrazione non è in grado o non vuole pianificare una programmazione sistematica degli interventi, che sarebbe il principale e più importante antidoto contro il frequentissimo ricorso alla procedura negoziata e al sistema di affidamenti diretti - sottolinea Ciccio Auletta, capogruppo di Una città in comune-Prc -. Quando non c'è programmazione è inoltre molto difficile esercitare economie di scala che invece permetterebbero di agevolare l'economicità dell'azione amministrativa, determinando incrementi di spesa anche notevoli con spreco di denaro pubblico. Con questo sistema regna la discrezionalità, vista l'assenza di qualsiasi procedura con cui si definiscono e si limitano i casi in cui è possibile ricorrere alla procedura negoziata o all'affidamento diretto».

Pronta la risposta di Palazzo Gambacorti. Secondo il Comune gli affidamenti diretti nel periodo 2011-2014 «rappresentano solo il 15% del totale degli importi, mentre il 72% è stato speso con procedure aperte (51%) o negoziate (21%). Il 12% riguarda varianti e l’1% a somme urgenze. L’attacco alla parte politica e al sindaco in particolare, appare davvero fuorviante. È la politica, con atti di consiglio e di giunta, ad aver chiesto al segretario generale di controllare, monitorare, segnalare ed individuare soluzioni operative. Ogni atto esaminato è legittimo e non risultano atteggiamenti d’illegalità».

Danilo Renzullo

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