Italia
Vendita ex Telecom c’è il terzo bando
Ulteriore tentativo del Comune per la cessione del palazzo
PISA. Quasi due mesi di tempo per vedere se si fa avanti qualcuno. Terzo tentativo di vendita, nel giro di pochi mesi, per il palazzo ex Telecom. Il Comune ha pubblicato un nuovo bando per trovare un acquirente all’edificio di piazza Facchini, la cui cessione si è complicata parecchio dopo la mancata cessione alla Fondazione Pisa che sembrava cosa fatta. Dentro il piano delle dismissioni del patrimonio immobiliare, dove l’amministrazione comunale presenta un invenduto per 64 milioni di euro, la vicenda del palazzo ex Telecom è una delle partite principali, insieme a quella della Mattonaia, il complesso alle spalle di Borgo Stretto. Non sfugge che questo ulteriore tentativo avviene ancora con un mercato reso molto difficile dalla crisi, per cui non è certo semplice liberarsi di un immobile con un costo che sfiora i 6 milioni di euro.
Le condizioni. Il terzo bando è a firma del dirigente dell’Edilizia pubblica-Patrimonio, Marco Guerrazzi. Il prezzo a base d’asta, come preannunciato, scende da 6,2 a 5,9 milioni di euro: uno sconto che probabilmente non viene ancora incontro alle effettive ed attuali possibilità del mercato. Inoltre non potranno essere presentate offerte inferiore al prezzo a base d’asta. Questo potrebbe essere un ostacolo. Le proposte possono essere inviate entro le 12,30 del 2 maggio. L’asta pubblica è fissata per il 3 maggio alle 10,30 a Palazzo Gambacorti. L’edificio, con destinazione industriale nel settore delle telecomunicazioni, è stato realizzato negli anni Cinquanta dal ministero delle Poste e Telecomunicazioni-Azienda di Stato per i Servizi Telefonici, su un’area di ruderi risalenti al periodo della Seconda guerra mondiale. Ora la destinazione è, in sostanza, residenziale e di servizio. Il palazzo è libero dopo il trasferimento della Sepi alla Sesta Porta
Altri tentativi. In occasione del primo bando, la cessione dell’edificio alla Fondazione Pisa era sembrata sicura. Le condizioni prevedevano la possibilità di offerte al ribasso, rispetto alla stima di 6,2 milioni di euro, fino al 20%. La Fondazione Pisa, che risultò l’unica pretendente, aveva proposto al Comune 5,2 milioni, dunque con un ribasso del 16%. Su questa cifra si scatenarono polemiche politiche e di conseguenza sia il dirigente incaricato che la giunta non hanno più firmato la vendita. Poi anche un secondo bando è andato deserto. La stima del palazzo ex Telecom è stata fatta dal Comune sulla base di valutazioni fatte dall’Agenzia del Territorio (5,9 milioni) e anche dal funzionario tecnico incaricato dalla Direzione Patrimonio e Contratti (tra 6,2 e 7 milioni). Ora questa leggera diminuzione a 5,9 milioni, decisa proprio dopo «l’esito negativo delle precedenti procedure - si spiega nell’atto dirigenziale -, il perdurare della fase stagnante del mercato immobiliare locale e le recenti valutazioni di fabbricati di consistenza analoga».
Francesco Loi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
