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il rito COLLETTIVO

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PISA. La tradizione resiste, i metodi si evolvono. E se la lucertola è “ingabbiata”, poco importa. Esistono altri cento modi per aggrapparsi alla scaramanzia. Tanti quanti sono i giorni che mancano...

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PISA. La tradizione resiste, i metodi si evolvono. E se la lucertola è “ingabbiata”, poco importa. Esistono altri cento modi per aggrapparsi alla scaramanzia. Tanti quanti sono i giorni che mancano alla maturità e che ieri hanno portato migliaia di studenti di tutta la Toscana e non a ritrovarsi in Piazza dei Miracoli per il tradizionale rito della lucertola magica che dà il via al countdown in vista degli esami scolastici negli istituti superiori. Quel piccolo rettile dalla coda biforcuta scolpito sulla porta del Duomo il cui sfregamento dovrebbe portare fortuna, ma che negli anni ha trasformato un rito propiziatorio in una grande festa sui prati all’ombra della Torre. Una vera e propria invasione, tra lo stupore dei turisti, frenata dalle transenne poste a “difesa” dell’ingresso della Cattedrale (carezza dopo carezza, il rilievo si stava consumando), sorvegliato anche dai militari e dai vigilantes della Primaziale. Qualche studente si avvicina per osservarlo. Qualcuno tenta di allungare il braccio, ma il rilievo posto in un angolo del portone progettato dall’architetto Raffaele Pagni è irraggiungibile. Le barriere non sembrano però essere un ostacolo. Se la lucertola è inavvicinabile, basta un po’ di fantasia per rinnovare la tradizione. Smartphone, magliette e turisti diventano il mezzo per raggiungere il fatidico numero. I “cento selfie” con altrettanti sconosciuti è la moda più dilagante. Ma l’inventiva non ha limiti. Oltre alle classiche magliette bianche da far firmare a cento persone (che hanno fatto la fortuna dei bancarellai di piazza Manin), c’è chi cerca di raggiungere quota cento “imbucandosi” nelle foto dei turisti, palleggiando con il pallone, collezionando o donando baci e abbracci. Ma c’è anche chi unisce l’utile al dilettevole chiedendo soldi o chi, sfidando la sorte, toccando il lato b di decine di ragazze che non sempre disapprovano quella mano che veloce si appoggia sul proprio corpo. Un rito trasformato in una festa collettiva (interrotta per pochi istanti dal passaggio di un’autoambulanza intervenuta per soccorrere un 17enne che ha battuto la testa in seguito ad una caduta), in uno scenario surreale dove la spensieratezza si unisce al dolore. I bonghi, le chitarre e la musica techno dettano il ritmo di centinaia di giovani che si uniscono in danze di gruppo, interrotte dalle pallonate di chi preferisce cimentarsi in una partita di calcio o di pallavolo. Lungo le mura, il consumo di alcolici (e non) è intervallato dalla presenza di un gruppo di ragazzi che con le chitarre e i sorrisi offuscati dal dolore intonano una canzone in memoria di Florian Gregor Schmidt davanti ai fiori depositati dagli amici del 19enne trovato morto in Piazza dei Miracoli pochi giorni fa. Qualcuno accenna alle possibili prove d’esame, ma per una giornata la scuola fa spazio al divertimento e a qualche eccesso perché, come recitano le magliette gialle in voga soprattutto tra le ragazze, “Un giorno i libri diventeranno litri”.

Danilo Renzullo

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