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Pisa

Botti di Capodanno, aziende sul piede di guerra «Via ai ricorsi contro le ordinanze dei sindaci»

PISA. Le ordinanze dei sindaci contro i fuochi d’artificio a Capodanno non sono passate inosservate tra gli imprenditori del settore che sono pronti a dare battaglia. Ieri a Pisa c’è stata la prima...

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PISA. Le ordinanze dei sindaci contro i fuochi d’artificio a Capodanno non sono passate inosservate tra gli imprenditori del settore che sono pronti a dare battaglia. Ieri a Pisa c’è stata la prima riunione dei rappresentanti del settore per fare il punto della situazione e capire come procedere con i ricorsi alla giustizia amministrativa. Alla presenza di rappresentanze sindacali, associazioni di categoria (Anisp) e operatori del settore, si è tenuta al Naì'r la prima riunione regionale.Obiettivo: valutare le azioni da adottare per trovare una soluzione all'emissione delle ordinanze dei sindaci circa il divieto di utilizzo dei fuochi artificiali da parte dei privati durante le feste di capodanno. «Si è parlato della illegittimità dei provvedimenti che, in quanto tali, dovrebbero avere il carattere di urgenza e contingibilità, nonché di imprevedibilità dell'evento a cui si riferiscono, e questo non può essere il caso dell'uso dei fuochi artificiali per Capodanno che sono ormai una tradizione consolidata. Si è anche discusso sui modi per giungere ad un protocollo di intesa che vincoli da una parte i commercianti affinchè adottino un comportamento eticamente corretto, e dall'altra le amministrazioni che vedono tutelati gli interessi di una parte della comunità senza per questo ledere gli interessi degli operatori economici». In questi mesi gli imprenditori percorreranno anche la strada del confronto, nella convinzione che il loro lavoro avviene nelle forme che sono consentite dalla legge. E di conseguenza le ordinanze dei sindaci vanno a colpire le loro attività, creando anche un danno economico. I sindaci non hanno i divieti per i bòtti di fine anno sulla base di motivazioni legate alla sicurezza o all' ordine pubblico, come prevede il Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza e successivo Regolamento di Attuazione, bensì per ipotetici danni che i bòtti produrrebbero sugli animali.

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