La manifestazione
Profughi-spacciatori arrestati e liberati
Tre richiedenti asilo fermati da carabinieri e Finanza in centro mentre cedevano marijuana a una 15enne. Rimessi fuori
PISA. Sono sbarcati in Italia da richiedenti asilo e accolti come profughi in fuga da guerre e miseria. Li hanno fermati sabato sera nell’area di piazza delle Vettovaglie impegnati a spacciare.
L’altra faccia dell’accoglienza di immigrati la si può raccontare anche con il codice penale. Che contrasta, senza incrinarlo, con il progetto di integrazione di Campagna Amica sponsorizzato dalla Coldiretti dove i profughi coltivano gli ortaggi per alimentare le speranze di una vita dignitosa in Italia.
I tre fermati da carabinieri e Guardia di finanza di mercato ortofrutticolo e vita nei campi non ne vogliono sapere. La loro “erba” è diversa da quella che finisce sui banchi del mercato sull’Aurelia. E non costa neanche la fatica di lavorarla negli orti. La proponevano, nell’episodio che ha fatto scattare l’intervento, a una quindicenne italiana residente a Pisa.
Quando i militari e i finanzieri, in servizio con la polizia e i vigili urbani per la movida, hanno assistito alla scena hanno subito bloccato i tre immigrati, due senegalesi e un gambiano età variabile dai 19 ai 24 anni (residente tra San Giuliano Terme, Livorno e Trapani), in attesa del permesso di soggiorno per la loro condizione di richiedenti asilo.
Il terzetto è stato identificato e perquisito. Ciascuno aveva in tasca dosi di marijuana, confezionata in piccoli involucri, per un totale di oltre 30 grammi.
Sequestrati anche 120 euro trovati in tasca agli immigrati e ritenuti l’incasso della serata. La minorenne è stata segnalata alla prefettura come consumatrice di sostanze stupefacenti.
L’arresto è durato poche ore. I tre sono stati rimessi in libertà dal sostituto procuratore di turno in applicazione dell'articolo 121 del codice di procedura penale secondo cui «l'arrestato o il fermato viene posto immediatamente in libertà quando il pubblico ministero ritiene di non dovere richiedere l'applicazione di misure coercitive». E così i profughi sorpresi a spacciare sono tornati in libertà.
Contrasto dello spaccio a parte, la task-force voluta dal prefetto, Attilio Visconti e coordinata dalla questura per contrastare gli eccessi della movida, ha portato all’identificazione di dodici persone e al sequestro di dieci borsoni con oltre un centinaio di birre.
Mercanzia abbandonata sul selciato dai venditori abusivi di alcolici in fuga alla vista delle forze dell’ordine. Nel prossimo weekend si replica.
Pietro Barghigiani
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
