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La Stroke Unit è ormai la fabbrica dei “salva-cervello”

La Stroke Unit è ormai la fabbrica dei “salva-cervello”

PISA. Quattro ore che possono salvare una vita o anche limitare le conseguenze. L'altra faccia dell'ictus (quella che comincia con l'inizio dei disturbi) non fa sconti. Le cifre nazionali sono...

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PISA. Quattro ore che possono salvare una vita o anche limitare le conseguenze. L'altra faccia dell'ictus (quella che comincia con l'inizio dei disturbi) non fa sconti. Le cifre nazionali sono drammatiche: il 20% muore, la metà presenta deficit neurologici. La fascia d'età più colpita va dai 65 agli 84 anni. Più frequentemente si tratta dell'ictus ischemico (trombosi), l'altro è l'emorragia cerebrale. A Pisa e provincia i casi, in media, sono complessivamente quattro ogni giorno. Come spiega il responsabile della “Stroke Unit”, la struttura specializzata nel trattamento dei pazienti, Ubaldo Bonuccelli, direttore dell'unità operativa di Neurologia, è anche una questione di organizzazione del pronto intervento e dei tempi per l'arrivo in ospedale. E Pisa, a circa sei mesi dalla moderna strutturazione del servizio, sta dimostrando come ciò sia vero e soprattutto possibile. Un percorso multidisciplinare - precisa - che vede nel 118, nel personale medico del Dea-Pronto Soccorso, nel Neurologo e nel Neuroradiologo elementi chiave. Spetta al neurologo formulare la diagnosi corretta e tempestiva e nell'indirizzare il paziente affetto in particolare da ictus ischemico ( trombosi cerebrale) alla terapia fibrinolitica “salva-cervello”, iniettando cioè il farmaco capace di sciogliere il coagulo, per via endovenosa e intraarteriosa. La corretta prevenzione delle complicazioni, neurologiche e non, dell'ictus ischemico da parte della “Stroke Unit” apporta indiscutibili benefici in termini di riduzione della mortalità e della disabilità. È previsto un numero di operatori/paziente moderatamente più elevato di quello ordinario. I vantaggi clinici sono ormai noti e consolidati: riduzione mortalità acuta del 10-20% circa; riduzione perdita dell'autonomia del 30%, riduzione della durata del ricovero e dei costi sanitari diretti ed indiretti.

Da ottobre del 2015 nel nuovo reparto della clinica neurologica dell'Azienda ospedaliero-universitaria pisana, è attiva la nuova “Stroke Unit”, dotata di 8 letti dedicati: questa struttura ha ricoverato oltre 130 pazienti. Il 17% affetto da emorragia cerebrale, il 65% da ictus ischemico. A fronte di una degenza media di 6,6 giorni, si è assistito ad un miglioramento medio del deficit neurologico del 35% e della riduzione della invalidità del 15% con una mortalità decisamente bassa e pari al 5%. «Questi primi dati incoraggianti – afferma Bonuccelli – rappresentano uno stimolo a migliorare ulteriormente: la sfida da vincere nel 2016 è abbattere ulteriormente le barriere che ritardano l'arrivo del paziente con ictus al Dea-Ps, per poter estendere il più possibile i benefici delle terapie “salva-cervello” al maggior numero possibile di pazienti».

Gian Ugo Berti

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