Il Tirreno

Pisa

La campagna diventa amica dei migranti

La campagna diventa amica dei migranti

Aperto in via Aurelia il primo mercato agricolo gestito da profughi in attesa di permesso

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PISA. Il lavoro come strumento d’integrazione e di sviluppo del territorio. Ha aperto, a Pisa, il primo mercato agricolo in Italia dei migranti che, dopo essere fuggiti da fame e guerre, hanno trovato accoglienza sul nostro territorio e si sono dedicati ad un progetto di agricoltura promosso dal Comune di San Giuliano Terme (dove sono ospitati i migranti), dalla Società della Salute, dalla cooperativa sociale Arnera e dall’associazione Orti pisani nato con «l'obiettivo di rendere i migranti autonomi e indipendenti insegnando loro le basi solide di un lavoro». I 18 migranti, provenienti principalmente dal corno d’Africa, che hanno aderito al progetto si sono ritrovati al mercato di Campagna Amica della Coldiretti, dove hanno esposto e venduto le piante aromatiche che hanno iniziato a coltivare la scorsa estate, dopo un percorso di formazione di introduzione alle tecniche agricole e di pratica nei circa 8.000 metri quadrati di terreni incolti o abbandonati messi a disposizione dal Parco di San Rossore e da alcune aziende locali. «Sono sbarcato in Italia nel giugno 2014 – racconta il diciottenne Pa Wuyeh Njie, scappato dal Gambia perché perseguitato politico, come tutta la sua famiglia – e arrivato a Pisa un anno dopo. Lavoro da 7 mesi a questo progetto e quando avrò tutti i permessi vorrei continuare a portare l’attività». Un progetto che oltre ad offrire una concreta opportunità ai migranti favorisce il recupero di terreni abbandonati e di un’attività, l’agricoltura, snobbata negli ultimi anni.

«Una risposta importante per questi ragazzi e per l’agricoltura – sottolinea Fabrizio Filippi, presidente della Coldiretti -: c’è manodopera qualificata che fornisce ausilio alle nostre imprese e rappresenta una grande opportunità per questi ragazzi». I ricavi delle vendite saranno probabilmente utilizzati per aprire un conto con Banca Etica per ogni singolo ragazzo, tutti tra i 18 e i 25 anni, come base economica per quando finiranno il percorso di accoglienza. Una giornata, quella di ieri, che per Marco Cioni, presidente di Arnera, deve essere un esempio «e servire per iniziare dei percorsi di accoglienza concreta» in una Europa in cui i giovani che scappano dalle barbarie trovano altri muri da abbattere. «Un progetto – aggiunge Giuliano Meini, presidente di Ortipisani – che non porta via il lavoro a qualcuno, ma che anzi lo crea e recupera campi e terreni incolti e semi-abbandonati». Tante le persone che si sono avvicinate al banco dei migranti, che sono riusciti ad abbattere gli stereotipi di chi oggi è poco incline alle politiche di accoglienza. «Da quando si è presentata la questione “accoglienza” - spiega Sergio Di Maio, sindaco di San Giuliano Terme, che ospita 157 migranti -, nella comunità si è manifestato un po’ di malessere. Siamo riusciti ad abbattere questa barriera grazie a progetti innovativi che offrono anche opportunità future a questi ragazzi. Fare squadra - conclude il primo cittadino - è il modello vincente ed è l’unico modo per ottenere risultati. Molti miei colleghi invece sono poco disposti ad accogliere per il timore di diventare impopolari, ma anche perché per farlo ci vuole coraggio».

Danilo Renzullo

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di Redazione Pisa